OTRANTO (Lecce) – In tre a processo per i presunti abusi edilizi legati al Twiga Beach Club, il lido di lusso “marchiato” Flavio Briatore, in località “Cerra”, ad Otranto. Il gup Edoardo D’Ambrosio,a margine dell’udienza preliminare, ha rinviato a giudizio l’ingegnere Pierpaolo Cariddi, 53 anni, sindaco di Otranto; Emanuele Maggiulli, 53 anni, di Otranto, Responsabile dell’Area Tecnica del Comune di Otranto e Raffaele De Santis, 73 anni, di Otranto, rappresentante legale della società Cerra che si è occupata della realizzazione dell’opera.

Le accuse mosse a Pierpaolo Cariddi, Emanuele Maggiulli, Mimmo De Santis e Giuseppe Tondo sono di abusi edilizi in zona vincolata e di abuso d’ufficio. Sempre il sindaco e i due funzionari comunali rispondono di falso. Nel corso dell’udienza preliminare l’associazione ambientalista Italia Nostra, si è costituita parte civile con l’avvocato Carlo Barone.

Il sequestro risale al 16 maggio del 2017 quando gli agenti della polizia provinciale insieme agli uomini della Forestale dei carabinieri piombarono all’ingresso della struttura per apporre i sigilli. Eppure nel progetto lo stabilimento avrebbe dovuto attirare un target di clientela di prima fascia per lusso e cura dei dettagli: cabine, bar, ristorante, servizi igienici, solarium con gazebo in legno e area ombreggiata di quasi 200 metri quadrati, nonché con quattro vasche di idromassaggio ed una piscina di 20 metri per dieci per la quale è stato chiesta una variante al progetto.

L’affondo della Procura convinse Flavio Briatore a ritirare il marchio “Twiga” mentre furono sospesi sia i 60 contratti di assunzione di personale che le forniture. A difendere i neoimputati, tra gli altri, gli avvocati Antonio De Mauro e Adriano Tolomeo