LECCE – Il Consiglio Comunale parte con le polemiche di Adriana Poli Bortone inserite in una domanda d’attualità in cui si chiede conto a Carlo Salvemini di riferire sulla disponibilità data per l’edificazione di un impianto di compostaggio che doveva sorgere a Cavallino e che il primo cittadino si è detto disponibile a far sorgere nell’area leccese. Il sindaco ha anche rilasciato un’intervista in cui ha dato la disponibilità a costruire un impianto pur di chiudere il ciclo dei rifiuti. Salvemini ha chiarito che, a parte la sua disponibilità, non c’è alcun atto formale. La Regione Puglia sta provvedendo ad eliminare Cavallino dal piano dei rifiuti e verrà presa in considerazione l’ipotesi di un impianto pubblico di compostaggio a Lecce, ma l’iter è a zero. L’opposizione polibortoniana, però, non ha gradito l’annuncio sulla stampa anziché in Consiglio. “Verificheremo se ci sono disponibilità di suoli: la nostra città ha delle zone destinate all’insediamento di impianti industriali. La mia è una semplice indicazione di disponibilità. Siccome si è, con senso di responsabilità unanime, manifestata un’attenzione al ciclo dei rifiuti e alla criticità della nostra Regione, ho pensato che si potesse discutere di questo: continuiamo a mandare i rifiuti fuori con aggravio dei costi” – ha concluso Carlo Salvemini.

La bagarre si è scatenata con la domanda di attualità del consigliere Gianpaolo Scorrano sulla Darsena di San Cataldo, quando l’ingegnere Puce ha detto che ad alcune domande non poteva rispondere e che l’impresa ha formalizzato diverse riserve: il Cantiere rischia di essere sospeso. Il contenuto delle riserve non viene comunicato al Consiglio. Inoltre dalle analisi effettuate emerge che le alghe non possono essere riutilizzate e quindi devono essere smaltite in discarica con enorme dispendio di soldi. Il Comune di Lecce ha commissionato delle contro-analisi all’Arpa dimostrando mancanza di fiducia verso l’impresa. Non ci sono risposte sulla consegna del cantiere: i tempi sono troppo incerti. Tra l’altro non ci sono i fondi per smaltire i rifiuti in discarica. I pescatori di San Cataldo, davanti a queste risposte sono andati su tutte le furie e hanno messo in scena proteste plateali. I consiglieri Pasquino e Nuzzaci hanno rischiato di passare alle vie di fatto: è dovuta intervenire la polizia municipale per far tornare la calma in aula. Il fermo del cantiere incombe e chi vive a San Cataldo è ormai stremato.

Tra le decisioni più importati bisogna registrare quella sul regolamento per l’accessibilità e servizi per i disabili: è passato all’unanimità e prevede un miglioramento della qualità della vita in città in chi è in condizioni sfavorevoli.