bici incidente

POGGIARDO (Lecce) – Rimane ai domiciliari Fabian Palma, il 44enne, di Poggiardo, arrestato venerdì sera per l’incidente stradale in cui ha perso la vita Tatiana Renna, l’infermiera di 32 anni, originaria di Cellino San Marco, travolta in sella alla sua bicicletta sulla Maglie-Poggiardo. Il gip Edoardo D’Ambrosio ha convalidato l’arresto e applicato la custodia cautelare dei domiciliari così come richiesto dal pubblico ministero Paola Guglielmi con l’accusa di omicidio stradale aggravato dall’uso di alcol e dall’elevata velocità.

In sede di convalida l’uomo, difeso dagli avvocati Luigi e Arcangelo Corvaglia, ha ribadito così come riportato in un articolo di sabato, di non aver assunto alcol impossibilitato com’è per una grave patologia e di non essersi accorto, nell’immediatezza del fatto, di aver causato un incidente mortale. Per il gip, però, i rilievi difensivi non appaiono dirimenti risultando l’ipotesi accusatoria suffragata dall’esito dell’accertamento ematico che ha evidenziato un tasso alcolemico nel sangue pari a 3,1 g/l.

Sulla scorta delle indagini condotte dai carabinieri di Poggiardo (in particolare dall’acquisizione dei filmati dell’impianto di videosorveglianza installato sul luogo in cui si è verificato l’incidente) la dimanica dell’incidente risulterebbbe chiara e ben delineata: Palma avrebbe superato l’incrocio ad elevata velocità senza dubbio non adeguata alla situazione dei luoghi (crocevia posizionato nei pressi di centro abitato e con scarsa illuminazione) senza abbozzare neppure la minima frenata mentre la bicicletta condotta dalla vittima, dopo essersi regolarmente fermata per dare la precedenza, avrebbe ripreso la marcia e attraversato quasi completamente il crocevia in sella alla sua mountain bike.

In sintesi l’ordinanza del gip conferma in toto la ricostruzione effettuata dai carabinieri, confuta la tesi difensiva e dà consistenza al verbale di arresto e al referto sanitario relativo al prelievo ematico oltre alle già citate immagini dell’impianto di videosorveglianza. Il giudice fonda il proprio provvedimento (nonostante la difesa avesse chiesto che non venisse applicata alcuna misura e in subordine una meno gravosa dell’arresto casalingo) ravvisando il pericolo di reiterazione del reato per la pericolosità dell’arrestato che non è apparso pienamente conscio delle sue azioni sia perché Palma è tornato sul luogo dell’incidente solo dopo pochi minuti sia a causa della pesante terapia farmacologica che assume quotidianamente.