LECCE – Il Tribunale del Riesame conferma il sequestro di beni legati ad una maxi evasione fiscale di quasi 6 milioni di euro contestata all’ex attaccante del Lecce Mirko Vucinic. I giudici (Presidente Carlo Cazzella, a latere Anna Paola Capano, relatrice Pia Verderosa) hanno rigettato il ricorso discusso in giornata dall’avvocato Antonio Savoia che aveva chiesto la revoca dl sequestro preventivo per equivalente di beni mobili, immobili e conti correnti. Nel corso dell’udienza camerale il legale del’ex bomber del Lecce ha sostenuto come il giocatore montenegrino si fosse trasferito in Araba Saudita per giocare nella squadra di Al-Jazira nel periodo finito all’attenzione degli investigatori e che pertanto non doveva essere sottoposto al regime fiscale italiano.

Una tesi ribadita con forza anche attraverso il deposito di una memoria e una dettagliata documentazione difensiva depositata in aula. La vicenda non finisce qui. Non appena saranno depositate le motivazioni sarà presentato ricorso in Cassazione per ribaltare l’orientamento del Riesame che si è allineato con la richiesta del pubblico ministero Massimiliano Carducci (presente in aula) sulla scorta delle indagini condotte dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria ed Economica delle fiamme gialle e dall’Agenzia delle Entrate.

Sotto chiave sono finiti appartamenti e abitazioni varie anche per interposta persona: un villino in Alessandro Magno, a Roma; due abitazioni, in via Caiulo a Lecce; una villa, in via Venosa sempre nel capoluogo salentino. E poi spese sostenute per lavori edili, servizi di vigilanza, incarichi professionali, consulenze fiscali, articoli sportivi, arredamenti, intrattenimento e spese sanitarie. Auto e moto: un Harley Davidso; una Fiat 500 Abarth; due Porsche 911; una Range Rover; una Fiat 600; una Ferrari F12 e una Mercedes classe S. Ci sono anche prestazioni mediche presso la casa di cura “Villa Stuart” di Roma per assistenza fisioterapica, degenza, medicinali, esami diagnostici. Ma anche somme depositate su conti correnti.

Il nome del calciatore anche di Roma e Juventus era stato iscritto nel registro degli indagati sempre dallo stesso pm Carducci già da tempo con l’accusa di dichiarazione infedele al fine di evadere le tasse. Dal 2014 al 2017. Vucinic non avrebbe ottemperato al pagamento delle imposte sui redditi alti (IRPEF evasa nel periodo di imposta 2014 per 1 milione e 402mila euro, nel 2015 per 1 milione e e 954mila euro; nel 2016 per 1 milione e e 954mila euro e nel 2017 per poco più di 542mila euro. E secondo il decreto legge del 74/2000 ne risponde chiunque al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto indica nelle dichiarazioni annuali elementi attivi inferiori a quelli effettivi e/o elementi passivi fittizi. Accuse confermate dal Riesame.