LECCE – Un altro entusiasmante evento musicale, ieri sera 25 gennaio, nel Teatro Apollo di Lecce, nell’ambito della 50a Stagione Concertistica della Camerata Musicale Salentina. Per questo dodicesimo appuntamento è andata in scena la Compagnia Italiana di Operette, con un classico del repertorio internazionale, Il Paese dei Campanelli, al quale la parte maschile di chi scrive è particolarmente affezionato, giacché in tempi andati, ancora quattordicenne, fu portato dai propri genitori ad assistere per la prima volta proprio a tale operetta.

Il Paese dei Campanelli venne composta negli anni ’30 dello scorso secolo dalla coppia Lombardo – Ranzato, divenendo sin dai primordi popolarissima, per via di un testo brillante e leggero, cui si aggiungono brani musicali altamente melodiosi e facilmente orecchiabili, fortemente carichi di sensualità e capaci di mettere in risalto le caratteristiche vocali degli interpreti. Chi non ha mai ascoltato e magari canticchiato il celeberrimo brano, sviluppato sul ritmo Fox Trot tipico degli anni ’30 del XX secolo: “Luna tu, non sai dirmi cos’è? Luna tu non vuoi dirmi perché il tuo raggio d’argento ad amar gli amanti invita mi puoi tu spiegar? Senza te non si può forse amar? Senza te non si può più sognar? Sii cortese con me, non brillar che la bella nell’ombra sol si fa baciar…”?

La vicenda si svolge su un’immaginaria isola olandese, il cui nome è dovuto alla presenza di alcuni campanelli sulle porte delle abitazioni e magicamente collegati con i letti dei legittimi proprietari. Se la padrona di casa tradisce il marito, ma anche viceversa, il relativo campanello suona avvertendo tutta la popolazione del peccato commesso. Con l’arrivo di una nave militare inglese ed il successivo sbarco dei militari, le cose si complicano poiché si verificano diversi adulteri con relativo suono dei campanelli. Tuttavia gli abitanti maschi dell’isola avranno modo di pareggiare i conti quando le mogli dei marinai inglesi raggiungono i mariti sull’isola e finiscono per far suonare ancora i campanelli … Alla fine tuttavia verrà fatta la pace e gli Inglesi ripartono con le loro consorti.

Fra ritmi musicali altamente coinvolgenti e brillanti gag comiche, quasi paradossali al punto da far concorrenza alle opere di Eugène Ionescu e del suo Teatro dell’Assurdo, la Compagnia Italiana di Operette è riuscita a far divertire il pubblico presente, che non ha esitato ad applaudire gli interpreti. La suddetta compagine, tra l’altro, è la più antica fra quelle attuali. Nata nel 1953 su iniziativa di Sergio Corucci, che rilevò una piccola compagnia sull’orlo del fallimento, riuscendo a trasformarla grazie alle sue doti organizzative acquisite nel corso degli anni presso teatri come il Verdi di Pisa ed il Giglio di Lucca.

Sotto l’impeccabile regia di Emanuele Gamba, abbiamo potuto ascoltare Claudio Pinto nei panni di La Gaffe, Clementina Regina in quelli di Bon Bon, Irene Geninatti Chiolero nel ruolo di Nela, Massimiliano Costantino in quello di Hans, quindi Pomerania è stata interpretata da Daniela D’Aragona, Tarquinio da Riccardo Ciabò, Attanasio da Riccardo Sarti, Basilio da Danilo Ramon Giannini, Tom da Vincenzo Tremante, ed Ethel da Giada Lucarini. Quest’ultima ha fatto parte anche del corpo di ballo insieme a Martina Alessandro, Martina Coiro, Erika Pentima, Idiana Perrotta e Raffaella Siani. Direzione musicale di Maurizio Bogliolo, costumi di Eugenio Girardi ed infine coreografie di Monica Emmi. Il cast è riuscito perfettamente a coinvolgere il pubblico presente, sfruttando al meglio i paradossi e la comicità dell’operetta, creando così momenti di simpatica allegria e forte apprezzamento, testimoniato da scroscianti applausi

La Camerata Musicale Salentina, a cui vanno i nostri più sentiti ringraziamenti per l’impeccabile organizzazione dell’evento, è stata fondata dal Maestro Carlo Vitale nel 1970 ed è sostenuta dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, dalla Regione Puglia e dal Comune di Lecce. Sponsor della manifestazione la Banca Popolare Pugliese.