Foto Giulio Rugge

LECCE – “Il sindaco di Lecce, massima autorità sanitaria della città, ha dichiarato ufficialmente nel corso del Consiglio Comunale di ieri che non prenderà alcun provvedimento per prevenire la diffusione del virus e che si rimetterà sempre e solo alle decisioni del Governo centrale, della Regione e della Prefettura”. Lo dichiara il consigliere comunale Andrea Guido.

“Ma declinare ogni responsabilità – prosegue – lasciando che la decisione venga presa da qualcun altro ricorda tanto uno dei passi più famosi del Vangelo in cui Ponzio Pilato, lavandosi le mani davanti al popolo, dichiarò di non essere responsabile della morte di Cristo.

Intanto prendiamo atto che non esiste nessun tampone per la rilevazione del di contagio di COVID-19 in nessuna struttura pubblica leccese. Ed è evidente come le conseguenze di questa carenza potrebbero essere disastrose.

E il Sindaco cosa ha deciso di fare? Nulla. Neanche una manciata di mascherine per il personale degli sportelli pubblici dell’ente. Neanche per l’affollatissima anagrafe. Di vetri protettivi agli sportelli per tutelare l’igiene, poi, non bisogna neanche parlarne. Come anche di guanti, disinfettanti e occhiali.

Salvemini ha deciso di non decidere e di rimettersi nelle mani di Emiliano. Proprio il governatore baricentrico di Puglia che più di ogni altro nella storia ha dimostrato una comprovata incapacità di avere posizioni univoche e di prendere scelte responsabili. Basti pensare alla Xylella – capolavoro del suo fallimento – a TAP, alla sanità, ai rifiuti. Questa persona, secondo Salvemini, dovrebbe garantire la salute dei leccesi.

Oggi sappiamo che sono disponibili solo 25 posti letto a pressione negativa e isolamento in tutto il sistema sanitario pugliese e la disponibilità, ovviamente, è solo a Bari. Sappiamo che non esistono mascherine e occhiali protettivi in nessuna unità operativa di malattie infettive pugliese – è stato lui stesso a dichiararlo. Sappiamo che non esistono scorte di sangue su tutto il territorio. E sappiamo che è stato individuato il Policlinico di Bari come unico e solo hub regionale da attrezzarsi ed adeguarsi per affrontare il virus. Quando il virus sarà qui, ammesso che riuscissimo ad averne coscienza, vista l’assenza dei tamponi, secondo Salvemini, quindi – conclude Guido – dovremmo andare tutti a Bari per farci curare. Sempre che le risorse, le attrezzature e i dispositivi siano sufficienti. E sappiamo che ad oggi non lo sono”.