foto di Michel Caputo

E’vero, non è stato il miglior Lecce che abbiamo avuto modo di conoscere e valutare, ma è stato un Lecce vincente ed alla fine anche con merito, un Lecce che ha avuto pazienza, che ha cercato di ripartire, anche se talvolta in maniera disordinata, e che ha cercato a tutti i costi una vittoria la cui valenza supera tutte le aspettative.

Del resto, quanti pensavano che il Genoa facesse risultato pieno a Bologna? Sicuramente in pochi ma pensate oggi come sarebbe stata la classifica se il Lecce non avesse vinto ma solo pareggiato. Saremmo insieme alla Samp, a 23 punti, e con un punto sul Genoa terzultimo. La vittoria sulla SPAL si è rivelata quindi particolarmente utile non solo per i tre punti, ma anche, alla luce dei risultati, per come ha tirato dentro nella lotta  per la salvezza molte altre squadre a partire dal Torino per finire al Sassuolo. La vittoria inoltre è servita a sfatare il peso che ci si portava dietro, inerente alla poca produttività casalinga, e facendoci forse capire quanto difficili possano essere tutte, e dico tutte, le squadre che andremo ad affrontare per domare le quali occorrerà sempre tanta determinazione, tanto pragmatismo e tanta pazienza nel costruire un gioco. Con la SPAL si è visto tutto questo, si è vista un’anima anche se sul campo la prestazione è stata inferiore a quelle fornite contro il Torino ed il Napoli.

Le squadre pericolose non sono Napoli, Juve o Inter, squadre con le quali si va mentalmente predisposte a “ribattere” sul campo la loro enorme prevalenza tecnica, ma sono Torino, Fiorentina, Udinese, Samp, Genoa, Brescia e, come si è visto, SPAL. E’contro queste queste che bisogna sfoderare gli artigli e rispondere con pazienza, colpo su colpo, perché ogni risultato sul campo vale il doppio del consentito.

Vedere la classifica oggi ci farebbe pensare ad una media salvezza che si è ulteriormente alzata andando sui 37/38 punti, visto che la terzultima di punti ne ha 22. La SPAL sembrerebbe spacciata ed il Brescia sembrerebbe pronto a seguirla ma, comunque questi sono discorsi che lasciano il tempo che trovano. Le 15 rimanenti partite ci dimostreranno se la tenuta atletica e mentale sarà stata quella giusta, se la voglia di essere uniti prevarrà su qualche inevitabile bega di spogliatoio, se la primavera inciderà e quanto. Liverani sta con i piedi a terra, e fa bene, e chiede per la salvezza altri 15 punti ma bisogna anche rapportarsi con gli altri perché ormai in molti potrebbero essere risucchiati in questo gorgo pericoloso.

Gli incontri di domenica prossima possono già rappresentare un test di come potrà configurarsi il finale di campionato. Brescia a Napoli, Udinese a Bologna, Samp a Milano con l’Inter, Genoa in casa con la Lazio, Fiorentina in casa col Milan e Torino, sempre in casa, con il Parma e, buon ultimo, il Lecce a Roma, squadra che ricorda come in altri tempi un Lecce, già retrocesso, fece lo scherzetto alla Roma che perse lo scudetto.

Il Lecce, ormai all’attenzione dei cosiddetti squadroni della serie A, è rispettato e temuto per le sorprese che può riservare, ma ricordi sempre che l’avversario va rispettato, se il caso temuto, ma mai al punto di consegnarsi come agnello sacrificale. Chi ci batterà dovrà sudarsi la maglia perché il Lecce dovrà sempre saper reagire. Oggi la squadra c’è, le prestazioni cominciano ad essere adeguate alla categoria, il pubblico segue convinto e l’obbiettivo sembra raggiungibile.