LECCE – Il metodo Montessori, più di ogni altro sistema, riesce a insegnare l’indipendenza, la capacità organizzativa e la soluzione dei problemi rispettando il naturale sviluppo fisico, psicologico e sociale del bambino. Ogni individualità va rispettata e agevolata nel suo percorso di apprendimento, senza forzature o imposizioni. Maria Montessori cominciò a sviluppare questo metodo nel lontano 1897, quando l’educazione rigida e violenta tarpava le ali e la creatività a tanti bambini.

“Ambiente, materiale di sviluppo e docenti specializzati fanno la differenza” – spiega la direttrice Montessori, Anna Grazia Buttazzo. A Lecce c’è un’unica scuola convenzionata e supervisionata dall’Opera Nazionale Montessori: è l’Oxford, un centro dove anche l’apprendimento delle lingue straniere è centrale.
Ieri si è tenuto un incontro nelle sale dell’Istituto per spiegare ai genitori come si lavora a scuola.

“È sbagliato un ambiente in cui si dice continuamente al piccolo di non toccare niente – ha spiegato la direttrice – I bambini devono esplorare e lo spazio dev’essere organizzato per indirizzarli verso le giuste attività. Vanno bene le regole, ma è l’ambiente che detta la regola!”
Si lavora allo sviluppo della mente critica senza imposizioni: questo renderà più abili i bambini nella soluzione dei problemi. La scuola Montessori lavora sull’ordine e sull’organizzazione dell’ambiente. La maestra deve conoscere bene il materiale e organizzare l’ambiente, che non può mutare nel corso dell’anno.

Ai bambini viene spiegato il materiale con cui lavorare nel momento in cui l’attenzione è più alta (2/3 minuti). Una volta spiegato, la maestra non interviene più: è il piccolo che da solo troverà la soluzione al lavoro. All’Oxford le docenti sono professioniste convenzionate con il Miur e hanno una specializzazione Montessori: una doppia qualifica senza la quale non è possibile insegnare in questo tipo di istituti scolastici.

Bisogna aver appreso come si lavora sui 4 piani di sviluppo del bambino, imparando che ogni piccolo ha tempi diversi. Bisogna rispettare i “periodi sensitivi” di ogni bambino: al centro c’è la singola individualità su cui si concentra la specialista, rispettando le diverse peculiarità. Nei periodi sensitivi le insegnanti specializzate dell’Oxford danno gli stimoli giusti per sviluppare le abilità, la creatività e la fantasia dei piccoli.
Per Maria Montessori tutti i bambini hanno la possibilità di diventare grandi uomini del futuro – spiega la direttrice Buttazzo – Il piccolo può apprendere da solo: la maestra è un direttore d’orchestra che lascia libero il bambino nella scelta dei materiali, ma regna l’ordine sempre e comunque, perché ogni cosa torna al posto prestabilito (che non si può cambiare mai nel corso dell’anno, proprio per trasmettere punti di riferimento stabilì ed educare all’ordine).

I materiali di vita pratica preparano i piccoli alla scrittura. Le attività sono tantissime e i bambini vengono stimolati continuamente a ragionare, trovare soluzioni, muoversi e socializzare. Anche quello che si usa nel cucito è un materiale che attira la concentrazione del piccolo: a chi dovrà imparare a scrivere si insegna prima ad avere la padronanza della mano, anche nel tenere una matita.

I materiali sono fondamentali: nascono da studi attenti e da ricerche importanti e svolgono una funzione di sviluppo importantissima. I docenti Montessori devono conoscere i segreti di ogni strumento di lavoro, saperlo usare e insegnare a usarlo. L’Oxford resta un punto di riferimento per tante famiglie che scelgono una scuola internazionale, con specialisti capaci di costruire un percorso importante di sviluppo della personalità dei piccoli alunni. Grazie al metodo Montessori si impara ad essere indipendenti, liberi e capaci di affrontare e risolvere i problemi della vita.