CAVALLINO – La città era segnalata dalla protezione civile anche prima delle cartine del 20 marzo 2020 con residenti contagiati (da 1 a 5). Le indiscrezioni di medici ospedalieri in prima linea già parlavano di più di un caso a Cavallino. Eppure il sindaco Bruno Ciccarese Gorgoni non è stato avvertito: non aveva nessuna comunicazione ufficiale. Abbiamo già spiegato il perché: non sempre la Prefettura ufficializza, se non è necessario un intervento del primo cittadino, e spesso la comunicazione arriva con una o due settimane di ritardo (tra l’altro per fare i tamponi ci vogliono tempi biblici e dopo il risultato del primo tampone, che già è una conferma, per il secondo ci vogliono giorni).

Il Dipartimento Salute ha deciso di far prevalere il diritto di privacy dei contagiati sul diritto di essere informati dei sindaci. Come ci hanno spiegato diversi sindaci, tra cui Sandrina Schito, sindaca di Copertino: le comunicazioni alla Prefettura giungono in ritardo. L’informazione tra un soggetto e l’altro è molto burocratizzata e lentamente giunge dagli enti preposti fino al sindaco, anzi, a volte si interrompe. Adesso il sindaco di Cavallino ufficializza il secondo caso: “Carissimi, la Prefettura di Lecce mi ha ufficialmente comunicato che è stato registrato sul nostro territorio un secondo caso di positività al Coronavirus, esattamente nella frazione di Castromediano. Facendomi portavoce dei sentimenti dell’intera Comunità, formulo gli auguri di una immediata guarigione ed esprimo affettuosa vicinanza anche alla famiglia. Con l’occasione rinnovo l’invito a RESTARE A CASA e a rispettare tutte le regole e le direttive, grazie alle quali potremmo superare le difficoltà che questo momento ci sta imponendo”.

Le regole e le direttive dicono che è possibile fare spesa, andare in farmacia, fare i lavori previsti dal decreto, muoversi entro i 200 metri da casa per far passeggiare i bambini (con solo un genitore e a distanza dalla gente), fare jogging o una passeggiata (sono le regole chiarite questa sera dal Ministero: in un primo momento si era diffusa un’indicazione sul divieto di jogging che è inesistente).