LECCE – Cinque sanzioni, per un totale di tremila euro, per avere abbandonato rifiuti in zone di notevole pregio naturalistico tra Lecce e Vernole.
È il bilancio degli ultimi controlli eseguiti dai militari del Nucleo Carabinieri Tutela Biodiversità di San Cataldo, a seguito dei crescenti episodi di abbandono illecito ed indiscriminato di rifiuti nelle aree rurali e litoranee, che testimoniano un fenomeno di scarso senso civico e malcostume perpetrato dai cittadini in danno dell’ambiente e del territorio. E che ha delle ricadute negative dal punto di vista economico anche per le casse dei Comuni, che devono provvedere a smaltire correttamente i rifiuti, in caso di mancata identificazione dei responsabili.
In quest’ottica i militari, nell’ambito del territorio di competenza di Lecce e Vernole, stanno concentrando gli sforzi per contrastare l’incremento di tali deprecabili comportamenti, controllando tutti i siti di illecito abbandono di rifiuti nelle aree di notevole pregio naturalistico comprese nella Zona Speciale di Conservazione (ZSC) e nella Zona di Protezione Speciale (ZPS) delle Cesine.
 L’azione è finalizzata proprio ad individuare e sanzionare ogni atto e comportamento contrari alla difesa del suolo, del paesaggio e dell’ambiente ed a vigilare sul rispetto della corretta gestione, raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani rintracciandone i trasgressori. In diversi casi i militari forniscono anche il necessario ausilio ai cittadini che necessitano di qualsiasi informazione in merito alla corretta gestione e smaltimento dei rifiuti urbani.
I trasgressori sono soggetti a sanzioni amministrative (che vanno da un minimo di 300 euro ad un massimo di 3mila euro) per l’abbandono di rifiuti non pericolosi, mentre le sanzioni aumentano fino al doppio per rifiuti pericolosi, sempre che non sussistano i presupposti per una denuncia penale.
I carabinieri forestali, come detto, nell’ultimo mese di febbraio, hanno già sanzionato 5 persone. I controlli e le indagini proseguiranno con tutti i mezzi (investigativi e tecnologici) a disposizione anche nei prossimi mesi, per risalire ai responsabili di altri abbandoni di rifiuti.