Chiesa di Santa Maria della Lizza

PUGLIA – I vescovi della Puglia si incontrano questa mattina a Bitonto per discutere sulle nuove disposizioni delle Cei (Conferenza Episcopale Italiana) riguardo il contenimento del contagio di Covid-19. L’argomento riguarda la sospensione delle messe, provvedimento che ad alcuni parroci sembra esageratamente restrittivo poiché all’interno di una chiesa c’è spazio sufficiente per mantenere la distanza di sicurezza. Sì a tutte le misure anti-contagio, naturalmente, e alla sospensione delle cerimonie religiose che portano più assembramenti di gente, ma la messa, secondo alcuni parroci si potrebbe officiare, avendo cura di far posizionare i fedeli alla dovuta distanza.

Dopo l’incontro odierno, i vescovi dovrebbero emanare un comunicato nel quale ci potrebbero essere delle modifiche rispetto alle misure adottate ieri della Cei, poiché la Puglia non rientra nella zona rossa.

Alla dovuta distanza si può, al momento, ricevere l’unico sacramento rimasto accessibile ai fedeli in tempo di Coronavisrus, che è quello della riconciliazione. Confessarsi rispettando la distanza di sicurezza, quindi, sarà possibile. Perciò non all’interno dei confessionali, ma in una modalità diversa.

“Le persone hanno bisogno di sostegno in questo momentospiega Don Antonio Murrone, parroco della parrocchia di San Massimiliano Kolbe di Lecceme ne rendo conto da quello che mi dicono, hanno bisogno di essere rassicurati. Abbiamo a che fare con qualcosa di più grande di noi e a chi rivolgerci se non a chi è più grande di tutto? Ecco perché il momento della preghiera è necessario. Mi rendo conto – continua Don Antonio – che togliere la messa è un atto forte, vedremo quali saranno, se ci saranno, le nuove linee da seguire dopo l’incontro dei nostri vescovi stamattina. Per il momento dobbiamo restare vicini alla gente, a chi soffre e a chi ha paura. Il panico, dopo il coronavirus, è il nemico più pericoloso oggi. La Parola di Dio dà conforto e cerco di continuare a diffonderla attraverso i messaggi con il telefonino o le telefonate che ricevo da parte di chi si sente abbandonato. Oggi – conclude – abbiamo bisogno anche di questo per affrontare il momento”

E Don Gianni Mattia, cappellano dell’Ospedale Vito Fazzi di Lecce, in prima linea rispetto all’emergenza, spiega: “Il coronavirus è anche qui in ospedale. Vedo gente preoccupata, ma infermieri e medici sono pronti a ogni emergenza e urgenza. Non scapperemo via davanti a nullapoi si sofferma sul comportamento sociale da adottareConosciamo le regole, rispettiamole. Dobbiamo pensare a bambini e anziani con responsabilità. E’ il momento di non abbattersi, ma di agire, perché ognuno di noi è chiamato a fare la sua parte in questa battaglia. Le messe sospese? La gente ha bisogno di sostegno, di conforto. Ci sentiamo soli, abbandonati, giudicati, addirittura condannati. Sta avvenendo, dentro di noi, ciò che non dovrebbe mai prendere il sopravvento. Con le dovute distanze, le messe forse si potrebbero recitare. Io, intanto, ci sono sempre, rispondo a tutti sia al telefono che sui social. E’ il momento di stare uniti – sottolinea – e di fare tutto con avvedutezza per noi e per gli altri”

Si attende quindi di sapere se in Puglia le messe torneranno a essere officiate oppure no, la discrasia nasce dal fatto che ristoranti e pub restano aperti, e perciò molti parroci chiedono lumi rispetto a queste decisioni. Intanto si conferma il rispetto per le altre disposizioni di prevenzione del contagio che riguardano la chiesa, e quindi: niente matrimoni e niente funerali, niente cresime o comunioni, il segno della croce senza acqua santa all’ingresso della chiesa e niente segno della pace fino al 3 aprile (salvo nuove comunicazioni).

Per quanto riguarda l’unica cosa che non si può né sospendere, né rimandare, e cioè il passaggio a miglior vita, avverrà senza rito funebre, ma solo con la benedizione del feretro davanti alla chiesa o al cimitero.

Le chiese resteranno aperte per chi, passando, riterrà di fermarsi a pregare.

Nei locali parrocchiali non ci saranno incontri e non si darà vita a iniziative di alcun genere, nemmeno il catechismo.