SALENTO – I sindaci hanno capito che non potevano più attendere i dati della Prefettura di Lecce, mentre i cittadini contagiati facevano post per annunciare la positività al test. La lettura delle mappe della protezione civile fatta dal Corriere Salentino ha fatto venire a galla una verità inconfutabile: troppi sindaci vengono informati tardi. I primi cittadini della provincia di Lecce hanno scritto al presidente della Regione Michele Emiliano anche per risolvere altre criticità: chiedono l’estensione del tampone a soggetti che operano con potenziali infetti, in particolare al personale sanitario; la necessità di ristabilire una linea di comunicazione corretta, mediante la trasmissione istantanea dei dati delle quarantene e positivi direttamente dai soggetti preposti ai Sindaci, che rappresentano l’Autorità Sanitaria Locale. Infine, la necessità che i medici di base comunichino direttamente ai Sindaci le quarantene volontarie per consentire l’esercizio dell’attività di vigilanza. Del resto, come si fa a programmare una raccolta differenziata con le dovute cautele nelle case dei contagiati se non si conoscono i pazienti con covid19? L’Istituto Superiore di Sanità ha chiesto particolari attenzioni nella gestione dei rifiuti dei contagiati.

Inoltre, c’è un problema ospedaliero molto chiaro: se si guarda la cartina geografica di tutta la Puglia si sovrappongono i comuni “rossi” con in comuni sede di ospedale in cui si sono verificati problemi (Brindisi, Ostuni, Taranto, Castellaneta, Bari, Altamura, Andria, Foggia, San Giovanni Rotondo). Stessa storia a Lecce o Copertino, dove medici e infermieri si sono infettati. Insomma, sono necessari dispositivi di protezione individuale adeguati per chi sta in prima linea e una comunicazione più efficiente senza blackout lunghissimi.

Ecco cosa scrivono i sindaci al governatore: “Alla luce della evoluzione della emergenza Covid – 19 e relativa normativa, delle informazioni e delle esperienze disponibili sulle possibilità di intervento con attività di prevenzione e contenimento del contagio, nelle qualità di Autorità Sanitaria Locale, con determinazione le formuliamo le seguenti richieste:

In moltissimi casi il contagio viene trasmesso da soggetti asintomatici, la individuazione degli stessi è fondamentale ai fini del contenimento del contagio e questo è possibile solo estendendo il tampone ai soggetti che operano con potenziali infetti, in particolare il personale sanitario, per questo motivo Le chiediamo che venga effettuato un numero maggiore di tamponi o dei test rapidi (anche se necessario con l’utilizzo di laboratori privati).

I Sindaci sono Autorità Sanitaria Locale e in quanto tali hanno un ruolo e delle funzioni attribuite dal nostro ordinamento giuridico che rende quantomeno increscioso quanto accaduto in questi giorni, e in più occasioni, che le informazioni riguardanti i propri comuni siano state apprese dalla stampa. Per superare velocemente questo problema è necessario ristabilire una linea di comunicazione corretta mediante la trasmissione istantanea dei dati delle quarantene e positivi direttamente dai soggetti preposti ai Sindaci. La esigenza di una comunicazione tempestiva è motivata anche dal protocollo da attivare a carico dei comuni nello smaltimento dei rifiuti per i soggetti in quarantena e contagiati.

Si precisa inoltre che delle quarantene volontarie di coloro che sono obbligati a comunicarle al proprio medico di base allo stato i Sindaci non ne hanno notizia. Pertanto, è necessario fare in modo che i medici di base comunichino direttamente ai Sindaci le quarantene volontarie per consentire l’esercizio dell’attività di vigilanza.

Siamo certi che saprà apprezzare e comprendere le motivazioni che ci inducono a formularle le su estese richieste e che si adopererà tempestivamente nella direzione comunemente auspicata”.