SALENTO – Prigionieri in casa. Senza medicine. Senza assistenza. Con l’esercito che pattuglia le strade e carica chiunque si faccia trovare in strada o in spiaggia. In India ci sono migliaia di italiani, tra cui molti pugliesi, abbandonati a se stessi, in balia della polizia locale che li sottopone ad ogni sopruso impedendo loro persino di procurarsi farmaci salvavita. Abbandonati dalla Farnesina che da dieci giorni parla di voli fantasma per farli rientrare ma senza esito e che risponde ai numeri di emergenza invitando a rivolgersi ai consolati. In India il Coronavirus non ha raggiunto ancora numeri allarmanti ma l’attività di monitoraggio/repressione avviata dalle forze dell’ordine è estremamente rigorosa. Violenta. In particolare nei confronti dei turisti. “Io sono cardiopatico e tra 5 giorni finisco le medicine che mi aiutano a vivere. Ora spero che il consolato mi aiuti almeno a trovare i farmaci x il cuore”. È il grido di allarme di Ivan Conte, un salentino in India bloccato con moglie e figlio di 6 anni. Arrivato nel paese asiatico con la sua famiglia il 16 febbraio non può rientrare nel Salento, a Porto Cesareo.

Da alcuni giorni, però, la situazione è divenuta sempre più critica. “Da martedì scorso il primo ministro indiano ha comunicato che ci sarebbe stato il blocco totale di 21 giorni di tutte le attività compresi supermercati, farmacie concedendo solo 3 ore (cioè fino alle 24.00) l’approvvigionamento dei beni di prima necessità, premettendo che i supermarket chiudano alle 20.30”. Ed è stato il caos. “Molti turisti e locali non hanno potuto organizzarsi in tempo. Nei giorni a seguire molti di noi, rimanendo senza viveri, sono stati costretti ad uscire per cercare di trovare cibo e acqua ma la polizia incurante della situazione di disagio ha usato metodi dissuasivi poco convenzionali e umani, con bastoni e botte, per fare rientrare le persone a casa non permettendo di poter comprare nulla”.

“Ieri un mio amico salentino anche lui con la famiglia”, racconta, “era senza acqua potabile e logicamente è uscito per cercare di trovare acqua da bere arrivato vicino a un super market un poliziotto gli ha fatto cenno di avvicinarsi. Lui ha capito l’aria minacciosa e ha cercato di scappare. Il poliziotto gli ha lanciato un bastone colpendolo alle spalle e ferendolo. Tutto questo solo per cercare acqua da bere”. Un accanimento spesso gratuito. In particolare nei confronti dei turisti. “Perché qui danno la colpa a noi del virus. Dicono che sono stati gli occidentali a diffondere il contagio”.

Per ora, però, Ivan e la sua famiglia rimangono a casa. Che racconta: “Tutti i nostri voli sono stati varie volte cancellati impedendoci quindi di rientrare in Italia. Ovviamente ho contattato il console Italiano a Mumbai per cercare una soluzione per poter rientrare. Il governo Italiano ha provato ad organizzare dei voli Alitalia per il rientro dei connazionali (Pagando nuovamente il biglietto) ma il governo indiano ha negato le necessarie autorizzazioni”. Alcuni di loro, tra cui una famiglia salentina, ha già per tre volte acquistato i biglietti aerei (svariati euro per volta) ma i voli sono sono stati annullati

Eppure, nelle ultime ore, qualcosa sembrerebbe muoversi. Il governo indiano ha dato il via libera a un volo eccezionale dell’Alitalia che partirà nelle prossime ore dall’aeroporto internazionale Indira Gandhi di Delhi diretto a Roma, con a bordo 300 italiani bloccati in India.