GALLIPOLI (Lecce) – Sottoposto al tampone nove giorni dopo il ricovero i cui esiti non sono stati ancora comunicati. Che, oggi, è stato ripetuto. Un esposto è stato così inoltrato al presidente della Regione, Michele Emiliano; al direttore generale della Asl; al direttore dell’ospedale di Gallipoli ed al presidente della Provincia e sindaco di Gallipoli, Stefano Minerva. L’esposto arreca la firma dell’avvocato Angelo Ninni per conto di un 76enne, affetto da una cronica insufficienza respiratoria e da altre patologie, ricoverato l’8 marzo nell’ospedale “Sacro Cuore di Gesù”, a Gallipoli.

Nell’esposto vengono riportati i vari ricoveri da un reparto ad un altro dopo l’allarme venutori a creare in ospedale dopo che è stata comunicata la positività di un infermiere. L’annziano è stato trasferito da Medicina Generale in Pneumologia dove avrebbe accusato difficoltà respiratorie e febbre oltre i 38 gradi. Nonostante sintomi così preoccupanti l’anziano sarebbbe stato sottoposto al primo tampone il 21 marzo, a distanza di 13 giorni dal suo ricovero. I familiari, precauzionalmente, non si stanno recando in ospedale per andarlo a trovare e portargli conforto. E questa mattina è stato sottoposto ad nuovo tampone che fortunatamente ha dato esito negativo.

“Vorremmo sapere”, si legge nell’esposto, “che fine che hanno fatto i tamponi effettuati nella giornata di sabato 21 marzo 2020 sui degenti ricoverati nelle divisioni di Medicina Generale e Pneumologia dell’Ospedale Sacro Cuore di Gesù in Gallipoli, al fine di mettere immediatamente in sicurezza il Comparto Ospedaliero Gallipolino nella sua totalità, con misure anche drastiche, se necessarie; le ragioni del ritardo nello svolgimento delle relative analisi di laboratorio o della trasmissione degli esiti, e procedere immediatamente – se necessario – alle urgenti procedure di sanificazione oltre all’eventuale consumazione di condotte colpose, negligenti, imprudenti, non rispettose del Protocollo Medico sottese agli inqualificabili fatti di cui oggi i cittadini di Gallipoli e dell’intero hinterland sono spettatori impotenti, prima che questi ne diventino vittime inconsapevoli”.