LECCE – “Siate sinceri quando chiamate il 118 e spiegate al personale della centrale operativa i veri sintomi che avvertite. Mentire sulle vostre reali condizioni di salute impedisce di organizzarci al meglio per offrire un servizio professionale ed efficace.” Questo è l’appello del  presidente di Ala Azzurra, Mario Spagnolo.

“Non solo, mette a repentaglio la salute di volontari e operatori sanitari in un momento in cui, per davvero, non possiamo permettercelo. In qualità di presidente di Ala Azzurra, un’associazione di volontariato e protezione civile convenzionata con la Asl di Lecce per il servizio di 118, sono costretto, mio malgrado, ad intervenire nel dibattito pubblico di queste ore per denunciare gravi episodi che si vengono a verificare, ormai quotidianamente, nella nostra città.

Quasi che si provi vergogna per il clima che si è venuto a creare, registriamo casi di persone che pur avvertendo i sintomi tipici del coronavirus (la cui positività o meno sarà poi appurata nelle strutture deputate e con le metodologie scientifiche approvate), quando chiamano il 118 per essere soccorsi narrano ben altre situazioni. Al fine di garantirsi il soccorso raccontano, infatti, di aver avvertito oppressione al torace o al petto, di aver avuto improvvisi svenimenti o di aver registrato un abbassamento preoccupante delle pressione…

Poi quando i nostri mezzi e i nostri volontari arrivano sull’evento si rendono conto che la situazione è ben altra e che gli unici sintomi acclarati sono quelli del covid-19: difficoltà respiratoria, tosse, febbricola che va e viene o che non si abbassa da giorni. È del tutto evidente che arrivare sul luogo della chiamata senza l’equipaggiamento più opportuno è pericoloso per tutti. Proprio l’equipaggiamento è, invece, fondamentale, nella prima interazione con il paziente e i suoi familiari.

Se si entra – senza saperlo poiché non è stato comunicato alla centrale operativa del 118 – in un’abitazione in cui è presente un presunto malato di coronavirus privi dei giusti dispositivi di protezione individuale si commette un errore gravissimo che è causa di isolamenti e quarantene fino al risultato dei tamponi e che mette in ginocchio le associazioni che collaborano con l’Asl.

È sufficiente essere onesti e sinceri: dire esattamente ciò che si avverte. Aver contratto il virus non è un’ onta, bensì una possibilità che può capitare a tutti e che va  combattuta con l’ausilio di tutti, a cominciare dai professionisti del settore che altrimenti rischiano di diventare untori a loro insaputa. Una situazione paradossale e pericolosa contro cui solo il buonsenso può bastare. Colgo pertanto l’occasione per chiedere alle competenti autorità sanitarie di procedere con una politica di tamponi ‘a tappeto’ su tutto il personale sanitario, compresi medici, infermieri, volontari, soccorritori e autisti che effettuano il servizio del 118.”