SALENTO – “Siate il buon profumo di Cristo” ci ricorda San Paolo nella Seconda Lettera ai Corinzi: un profumo che oggi, in questa particolare Domenica delle Palme, deve avere il sentore dell’olio d’ulivo e seppur quest’anno la tradizione della benedizione dei ramoscelli d’ulivo sia stata bruscamente interrotta dalla pandemia del corona virus, prepariamoci comunque ad una liturgia domestica. Come ci suggerisce Don Francesco Martignano, parroco di Santa Caterina, sostituiamo la consueta benedizione dei ramoscelli, simbolo della fedeltà cristiana, con un piccolo gesto familiare: quello della valorizzazione dell’olio da cucina che abbiamo dentro le nostre case.

Nella sua rubrica “La buonanotte del Don”, ieri sera Don Francesco ha ricordato: “L’olio non è forse il frutto prezioso dell’albero d’ulivo? Impariamo, durante questa particolare settimana santa, a recuperare dentro casa i simboli della Pasqua. Sarete voi, questa volta, a valorizzare i piccoli, grandi gesti della vita familiare. Arrostite un po’ di pane o dei semplici crostini e imbeveteli nell’olio. Nella Sacra Scrittura l’albero dell’ulivo è proprio simbolo della fecondità della terra e quindi della fedeltà di Dio alle sue promesse verso il suo popolo e la Terra Promessa, una terra descritta come piena di alberi d’ulivo, mentre il ramoscello rappresenta la terra emersa dopo il diluvio universale. Non solo: nell’Antico Testamento Dio usa l’olio proprio per indicare una preferenza: i Ministri, i Profeti e i Re, che Egli sceglie in mezzo al popolo, li sceglie ungendoli con l’olio.
Anche Gesù racconta, nella parabola delle Vergini stolte e delle Vergini sagge, che le stolte consumano tutto l’olio nella lampada mentre le sagge lo conservano, simboleggiando questa volta la fedeltà dell’uomo verso Dio, la fedeltà nel saper attendere Dio che ritorna, anche quando sembra non farlo, ma noi siamo fedeli alle sue parole.
Se ci pensate, noi valorizziamo l’olio anche come principio basico nell’estetica, nelle creme profumate, ciò che nella Liturgia è chiamato “crisma” e d’altronde San Paolo, nella Seconda Lettera ai Corinzi, dice: “siate il buon profumo di Cristo”.
Alimentiamo allora la fiamma della fede grazie all’olio della speranza e diffondiamo il buon profumo del Vangelo, attirando così da questo buon profumo anche gli altri”.

Quest’anno siamo tutti dentro l’arca di Noè, un’arca che ci sta proteggendo dal Diluvio Universale causato dal corona virus, ma è pur sempre la Domenica delle Palme e le tradizioni non devono essere interrotte! Recuperiamole noi: basta seguire i suggerimenti di Don Francesco o, come molti preti stanno ricordando, basta anche esporre dei ramoscelli d’ulivo (se li abbiamo già in casa o in giardino) o qualsiasi altro ramoscello, sui proprio balconi. Buona Domenica delle Palme a tutti!