Per l’Airone Leo Constructions è tempo di tornare in sella. Dal prossimo 4 maggio il gruppo ciclistico presieduto da Ivano Telesca potrà ricominciare ad allenarsi in strada. Il Dpcm dello scorso 26 aprile permetterà ai ciclisti di accantonare i rulli per tornare a fare sport all’aria aperta. A tal proposito è intervenuto il presidente Telesca: “Si potrà tornare in bicicletta, ma gli allenamenti saranno singoli e non di gruppo per garantire il distanziamento sociale e allenarsi in sicurezza secondo le regole imposte dall’ultimo Decreto.

Per rispettare il distanziamento ogni corridore dovrebbe pedalare ad una distanza di almeno 20 metri dagli altri corridori. Una soluzione velleitaria e molto difficile da attuare, per cui ogni tesserato si allenerà singolarmente. Però sarà libero di circolare in bici anche oltre il proprio comune, quindi potranno ritrovare in breve tempo una condizione ottimale in vista delle prime gare che, secondo le proiezioni e le buone intenzioni,m dovrebbero svolgersi a partire da agosto”. La squadra sostenuta dai fratelli Elio, Massimo e Andrea Leo della nota azienda edile “Leo Costruzioni”, si stava apprestando ad affrontare un’altra stagione da protagonista con l’innesto di alcuni corridori di ottimo spessore capitanati da Elio Aggiano, portacolori del team leccese ed ex professionista.

“C’erano tutte le condizioni per disputare una bella stagione perché sono certo che saremmo stati competitivi in tutti i circuiti – prosegue Telesca -. Tra le proposte federali c’è in cantiere la possibilità di spacchettare le categorie ciclistiche per eseguire più partenze nel contesto di una gara. Una opzione che permetterebbe maggiore distanziamento, ma si tratta solo di una delle diverse ipotesi per far ripartire con cautela tutto il movimento. Purtroppo bisogna fare i conti con questo maledetto virus e ci auguriamo che dal 4 maggio in poi non ci sia una nuova ondata di contagi che potrebbe rimettere in ginocchio tutto il Paese. Dal punto di vista squisitamente economico la famiglia Leo ha investito ancora una volta in questo progetto sportivo con grande passione. Sotto questo aspetto la pandemia ha causato delle perdite.

Come ad esempio l’investimento fatto per tutto l’abbigliamento del team, l’affiliazione alla Federazione Ciclistica Italiana, il pagamento delle iscrizioni a vari circuiti come il Cicloamatour è il Giro dell’Arcobaleno, le visite mediche, le analisi e i costi delle tessere. Una serie di investimenti fatti per affrontare nelle migliori condizioni una stagione che ormai può definirsi già conclusa – conclude -. Abbiamo disputato solo una gara e poi è arrivato il Coronavirus ha sparigliare le carte di un’annata che sono convito ci avrebbe regalato tante soddisfazioni”.