Che non fossero soldi messi a disposizione dal Governo per l’emergenza, ma che fosse esattamente un’anticipazione di ciò che i Comuni avrebbero comunque percepito alla fine di maggio attraverso il Fondo di Solidarietà, era ben chiaro. Il presidente Conte non ne aveva fatto un mistero, sottolineando che si trattava di un’anticipazione e quindi non di una misura straordinaria a sostegno dei cittadini, e aggiungendo che in più c’erano i 400mila euro da parte della Protezione Civile.

Il governo si è quindi impegnato ad anticipare quei fondi che i comuni attendevano già in assenza della pandemia, e ha dichiarato di metterli a disposizione degli enti comunali, e quindi dei cittadini, 30 giorni prima, arco di tempo che in una situazione di allarme come quella di oggi, è importante.

Sembra però che ciò che è stato dichiarato nella conferenza stampa straordinaria del presidente del Consiglio dei Ministri, in realtà nella reale attuazione trovi degli impedimenti. I Comuni hanno avuto indicazione di individuare gli esercizi commerciali (generi alimentari e farmacie) che forniscono beni di prima necessità, ma della liquidità assicurata al momento non vi è traccia.

Da ieri gli enti comunali si stanno adoperando a chiedere l’adesione ai commercianti che vorranno essere inclusi nella rete di vendita degli alimenti che avverrà tramite i buoni pasto messi a disposizione. Ma perché un negoziante dovrebbe dare la sua adesione se i buoni fossero “soldi”? Se lo sono chiesto i commercianti ai quali sarebbe stato detto che i soldi arriveranno, ma che al momento non sono disponibili. La soluzione potrebbe essere l’anticipo delle somme da parte dei Comuni, ma non tutti hanno fondi sufficienti per sostenere questo tipo di impegno. Oppure si potrebbe chiedere ai commercianti di generi alimentari, probabilmente gli unici lavoratori autonomi che non sono in particolare difficoltà in questo momento, di aderire anticipando ciò che è necessario, in attesa dell’erogazione dei fondi e quindi di poter estinguere il debito con loro maturato. Il termometro della diffidenza da parte dei commercianti però, sembra segnare rosso. Tanto che non sarebbero pochi quelli che pensano di non dare la loro disponibilità in questo momento che, anche per loro, rappresenta un rischio economico, poiché nessuno sa cosa accadrà domani. In assenza di liquidità, quindi, il rischio è che ci si ritrovi punto e a capo.

I Comuni comunque, malgrado le difficoltà oggettive, cercano di attivarsi per non voltare le spalle ai cittadini in condizioni di bisogno, pur consapevoli che non è chiaro quando arriveranno i soldi per coprire le spese dei buoni. Alcuni enti comunali, infatti, si sono già adoperati per coprirle queste spese, almeno in parte; in attesa che le risorse destinate al Fondo di Solidarietà si traducano in liquidità; si spera non esattamente quando sarebbero comunque dovute arrivare, e cioè a fine maggio.

Tra i comuni virtuosi c’è quello di San Cesario di Lecce, che dopo aver studiato con attenzione il decreto Cura Italia, ha trovato il modo per distrarre alcuni fondi, inizialmente destinati ad altro, per l’emergenza del Covid-19, riuscendo a mettere a disposizione dei propri cittadini la somma di 20.000 euro che si andranno ad aggiungere alle 64.884,08 stanziate dal Governo. Tutela dei bambini, anziani e famiglie meno abbienti con interventi mirati, come il supporto psicologico messo a disposizione gratuitamente; la sospensione della retta mensile per il trasposto scolastico e il recupero di quella già versata a marzo; l’anticipazione di fondi destinati alla Caritas; l’erogazione di una somma destinata alla Protezione Civile locale che si preoccupa della consegna a domicilio di beni di prima necessità e farmaci per anziani e soggetti fragili. San Cesario di Lecce diventa così un esempio di comune da emulare.

Fernando Coppola, sindaco San Cesario

«Crediamo di aver adottato dei provvedimenti, mirati ed incisivi, per stare il più vicino possibile a tutte le persone in difficoltà – dice il primo cittadino Fernando Coppolaabbiamo la responsabilità di fornire una pronta risposta a tutti quei cittadini che quotidianamente ci chiedono garanzie per il proprio futuro. Solo se restiamo tutti uniti e attenti alle necessità del territorio possiamo superare anche questo momento di difficoltà. Ringrazio tutti i cittadini ed i commercianti per la collaborazioneil sostegno e la disponibilità che ci stanno dimostrando in questo frangente, che ci incoraggiano a continuare il lavoro che stiamo svolgendo».

Di seguito il dettaglio degli interventi del Comune di San Cesario di Lecce

Nella seduta di Giunta del 24 marzo scorso, infatti, l’amministrazione comunale ha deliberato:

  • la sospensione del pagamento delle tariffe del servizio di trasporto scolastico, fino all’effettiva ripresa delle attività scolastiche, stabilendo, per coloro che hanno già versato la rata del mese di marzo, di scomputata e/o ristornare la somma versata;
  • l’attivazione di un servizio di supporto psicologico telefonico gratuito, rivolto a
    chiunque si trovi in una condizione di difficoltà, fornito, a titolo di volontariato, da psicologi, psichiatri e psicoterapeuti del territorio, individuati mediante avviso pubblico;
  • l’ammissione di tutte le istanze pervenute entro la data di scadenza fissata dal bando (13 marzo 2020) per ottenere i Buoni Acquisto Sociali (misura di contrasto alla povertà già attiva da due anni e sovrapponibile a quella proposta dal Governo), aumentando il contributo normalmente spettante alle famiglie beneficiarie del 100%;
  • attivazione di una raccolta fondi pro-emergenza Covid-19, al fine di utilizzare risorse economiche aggiuntive e liberali, per incrementare le misure a sostegno dei nuclei familiari maggiormente colpiti dalla crisi in corso;
  • anticipazione ed aumento del 50% del contributo annualmente previsto in favore delle Caritas parrocchiali, al fine di sostenerle nella loro azione di supporto alle persone in difficoltà, soprattutto in questo particolare momento di emergenza.

Mentre nella seduta di Giunta di eri, 31 marzo, si è provveduto a:

  • erogare un contributo straordinario ad una locale associazione di protezione civile che sta provvedendo, per conto del Comune, alla consegna a domicilio,
    in favore di anziani e soggetti fragili, di medicinali, spesa e generi alimentari;
  • conformemente alle disposizioni di cui all’Ordinanza n. 658 del Dipartimento Protezione Civile e nei limiti del contributo ricevuto (€ 64.884,08), nonché delle risorse aggiuntive di bilancio che si è inteso destinare a tale scopo (€ 20.000 di proventi delle concessioni edilizie e delle sanzioni previste dal testo unico dell’edilizia, ai sensi dell’art. 109 del Decreto “Cura Italia”), a procedere all’emissione di buoni spesa spendibili presso gli esercizi commerciali di prodotti di generi alimentari che abbiano prestato la propria adesione. La platea dei beneficiari verrà individuata mediante avviso pubblico, che sarà pubblicato nei prossimi giorni.

L’amministrazione comunale ha inoltre deciso di attivare una App istituzionale, scaricabile gratuitamente sia da Apple Store sia da Play Store, cercando “MyCity”, in grado di diffondere informazioni in tempo reale direttamente a tutta la cittadinanza, garantendone l’ufficialità.