LECCE – Dopo la bacchettata di Matteo Salvini, Andrea Caroppo è quasi fuori dalla Lega. Non c’è certezza perché non è stato formalizzato nessun atto: lui non si è dimesso ufficialmente e nessuno lo ha cacciato. Però Salvini gli ha dato l’aut aut: “Chi pensa a fare polemiche sui giornali può andare via”. L’europarlamentare sta pensando in queste ore se togliere il disturbo ufficialmente o restare: secondo lui e altri 108 dissidenti sparsi nella regione, Nuccio Altieri non è adeguato al ruolo dì candidato presidente della Regione Puglia. Di recente, dopo gli anni dell’allontanamento, tra Carappo e Fitto era tornato il sereno. I maligni hanno pensato subito a qualche avvicinamento dietro le quinte. C’è chi sussurrava che Caroppo stesse pensando a una nuova lista per le regionali, “Sud in testa”. I giochi della politica sono sottili. La Lega ha ribadito il suo sì ad Altieri nell’esecutivo regionale di ieri, mentre a Roma Salvini e Meloni temporeggiano. Il centrodestra non trova la quadra in Puglia e il tempo scorre velocemente verso le elezioni di settembre, con Michele Emiliano operativo e mediaticamente onnipresente.

Andrea Caroppo ha perso la guerra interna con l’area del senatore Roberto Marti: i suoi uomini sono stati rimossi dalle segreterie e sostituiti. Per gli avversari dell’area Caroppo “nessuna perdita, era un cavallo di Troia di Fitto”. Bocciando il candidato leghista inevitabilmente promuoveva la discesa in campo di Raffaele Fitto. C’è chi pensa che dopo il passaggio da Forza Italia alla Lega, Caroppo tornerà tra le braccia di Fitto. Ma i veleni e le malignità sono reciproci, perché per alcuni seguaci di Caroppo con Altieri si vuole solo favorire la vittoria di Emiliano. Le versioni sono diverse anche per quanto riguarda l’esecutivo regionale leghista che ieri si è tenuto a Bari: per i vertici Caroppo non si è presentato, ma secondo la versione dell’europarlamentare salentino nessuno lo ha invitato e non sono stati  invitati nemmeno gli altri due dissidenti del famoso documento anti-Altieri. Forse per l’addio basta questo.