LECCE – In un rovente martedì 30 giugno 2020, si è tenuto l’ennesimo Consiglio comunale in remoto, con collegamenti web e soliti problemi su perdita di connessione, per evitare la presenza in Aula, nonostante l’emergenza covid sia rientrata da più di un mese. “È assurdo che i Consigli si facciano ancora in questo modo: è un unicum in Italia” – commenta la senatrice Adriana Poli Bortone, promotrice dell’argomento antenne nel “question time” per fare luce sulla torre della telefonia sorta in località Torre Mozza, di cui vi abbiamo parlato ieri.

Poli Bortone porta in Consiglio la questione dall’antenna di 36 metri, con un via libera attraverso il “silenzio assenso” amministrativo in zona residenziale della Valle della Cupa. Per la senatrice è una disattenzione in una zona c4, “che rischia di essere devastata in questo modo”. L’amministrazione promette attenzione per l’antenna di telefonia Tim. L’Arpa potrebbe non autorizzare l’attivazione dell’impianto: in queste ore sta approfondendo per verificare la coerenza urbanistica e ambientale, ha spiegato l’assessore Miglietta. “La Provincia accetta una scia così, senza interpellare l’Arpa? – si chiede la senatrice – Bisognava fare un piano di delocalizzazione degli impianti (io lasciai un regolamento quando ero sindaco): le antenne devono sorgere lontano dalle zone abitate”. 


QUESTIONE LUPIAE, PARTECIPATA DEL COMUNE 

La senatrice Poli Bortone ha anche incalzato l’amministrazione sul destino della Lupiae: “Volete farla fallire o dovete fare delle convenzioni?”. La Lupiae è in una fase di conconcordato preventivo ancora da concludersi, operazioni che si svolgono sotto il controllo del tribunale fallimentare. “Vanno avanti i riconoscimenti dei crediti per arrivare all’omologa – ha spiegato Salvemini – In questa fase l’attività della Lupiae è sottoposta a un triplice controllo: quello del Presidente, quello dei soci e quello del tribunale fallimentare. Non sono state individuate riduzioni di personale nel piano concordatario”. Poli Bortone chiede al sindaco di avere dei rapporti con i sindacati più distesi.

AMBITO SOCIALE 


Lecce può diventare monoambito sociale come tante altre città? Il primo a porre il problema è stato il capogruppo Pd, Antonio Rotundo. Bisognerebbe chiedere il parere al Ministero. Alcuni consiglieri di maggioranza ricordano che  l’amministrazione Salvemini è stata incaricata di esplorare questa possibilità e lo sta facendo.

LA MESSA IN SICUREZZA DI ALCUNE VIE 

Tra le interpellanze discusse anche quella a firma del consigliere Rotundo per la messa in sicurezza di via Merine. È stato già approvato uno studio di fattibilità per mettere in sicurezza una strada che è ritenuta pericolosa. Gli uffici comunali puntano sulla rotatoria e su un attraversamento pedonale rialzato: si stanno cercando le somme in bilancio per poter realizzare queste opere. Naturalmente i tempi per la costruzione di una rotatoria non saranno brevi, quindi, nel frattempo ti stanno cercando delle soluzioni tampone. Il capogruppo Pd, Antonio Rotundo apprezza l’impegno dell’assessore De Matteis e chiede che nel sopralluogo che sarà fatto in questi giorni venga studiato un primo intervento e che venga dato un segnale.

Si è discusso pure del degrado del capolinea dei bus di viale Giovanni Paolo II, uno snodo essenziale per gli operatori e per gli utenti. Rotundo chiede interventi che rendano decoroso quello spazio e che non lo facciano sembrare un luogo abbandonato. Già dal 2015, quando fu spostato lì capolinea, i lavoratori lamentarono per la mancanza di servizi igienici. L’amministrazione allo stato attuale non dispone di ulteriori somme per adeguare quel punto. Il gabbiotto è stato murato. L’assessore De Matteis si è impegnato a interloquire con STP e con le amministrazioni che usufruiscono di quegli spazi per trovare una soluzione più dignitosa.

Il centrodestra, attraverso il consigliere Andrea Pasquino, ha posto il problema degli interventi per la sicurezza di via Gramsci. Non saranno possibili grandi interventi strutturali, ma De Matteis si impegna a rifare le segnaletiche e inserire segnalatori lampeggianti. “La strada ha già una sufficiente interruzione della velocità con due impianti semaforici” – spiega De Matteis.

IL CONSIGLIERE AGGIUNTO FINALMENTE INSEDIATO DOPO 6 MESI

È stata convalidata l’elezione di Sanjeev Kumar Kulhari, consigliere comunale aggiunto in rappresentanza dei cittadini extracomunitari, quarantaquattrenne di origine Indiana: è risultato il più suffragato con il 36,4 per cento dei voti espressi. La senatrice Poli Bortone si augura che il consigliere possa diventare un mediatore di comunità, tra le tantissime etnie presenti a Lecce, come nello spirito della legge che nel 2002 lo istituì. La senatrice ha proposto un emendamento che lo parifichi, anche dal punto di vista del trattamento economico (con gettone di presenza), a tutti gli altri consiglieri: “È un investimento in termini di integrazione e rispetto di cittadini”. Il consigliere Valente ha obiettato che per diventare consigliere come tutti gli altri bisogna farsi eleggere normalmente come tutti gli altri, iscrivendosi delle liste elettorali e avendo la cittadinanza italiana: in altre parole oggi il consigliere aggiunto (il 33esimo) ha solo un ruolo simbolico e tale resta.

LOCALI DEL CENTRO STORICO: ECCO COME POSSONO DIVENTARE RISTORANTI E BAR

Il Consiglio comunale ha adottato all’unanimità la delibera di variante normativa che interviene nelle norme tecniche del PRG del Centro Storico per rendere possibile all’interno dei locali che hanno già una destinazione urbanistica commerciale, comprovata da un titolo edilizio e solo in presenza di adeguamenti di carattere igienico sanitario, la possibilità di convertire gli esercizi di vicinato in ristoranti e bar. Attualmente nel centro storico sono presenti 267 attività di cui 156 pubblici esercizi, 113 esercizi di vicinato e 4 con entrambe le caratteristiche.

Il provvedimento, costruito su una lunga ricostruzione dell’evoluzione del centro storico, non prevede cambi di destinazione d’uso urbanistico ma la possibilità di effettuare negli attuali locali commerciali, mediante progetti di recupero e risanamento conservativo, con modifica dell’art.43 delle norme del PRG, quegli interventi che senza alterare i caratteri del tessuto storico degli edifici, garantendo adeguati servizi, possono modificare la  categoria funzionale commerciale. Coerentemente a recenti pronunce di ordinanze, una del Consiglio di Stato e due del TAR.

IL DEBITO DEL COMUNE DI 650 MILA EURO PER ASSISTENZA LEGALE

Con 18 voti favorevoli e 6 contrari, passa il debito fuori bilancio relativo al compenso dovuto nei confronti dell’avvocato Pietro Quinto. Si tratta di 122 parcelle del famoso amministrativista che partono dal 1985 in poi. Debiti lasciati nel cassetto  per 35 anni. Ecco perché il Pd ha chiesto un approfondimento, spaccando il fronte della maggioranza. “Siamo in una situazione oggettivamente complicata e difficile” – spiega il sindaco Carlo Salvemini  a proposito del rendiconto. I debiti fuori bilancio sono ancora protagonisti del Consiglio. La manovra di riequilibrio va avanti.

Anche in questo Consiglio comunale un capitolo è stato dedicato ai debiti fuori bilancio. A Palazzo Carafa erano state dimenticate in un faldone 150 sentenze: debiti fuori bilancio che con Salvemini spuntano fuori. Il consigliere Molendini, a proposito dei debiti fuori bilancio del Comune di Lecce, parla di doping amministrativo: debiti celati per tanto tempo e mai risolti. In sede di attestazione degli equilibri di bilancio i debiti sarebbero stati nascosti. “L’ente, fino ad oggi, ha speso dei soldi che non aveva: è una specie di falso ideologico” – spiega il consigliere di maggioranza. “È vero che tutti i debiti fuori bilancio finiscono alla procura della Corte dei Conti e che un professionista ha maturato delle competenze che gli spettano (650 mila euro), ma valuterò se ricorrono gli estremi per perseguire quanto successo in sede penale. Nascondendo questi debiti sono state spese somme che l’ente non aveva”. Il consigliere Patti chiede un cambiamento rispetto all’atteggiamento del passato in cui si nascondeva la polvere sotto al tappeto. Lidia Faggiano ha votato a favore della delibera (in contrasto con il gruppo del Pd) per evitare il contenzioso tra il professionista (avvocato Pietro Quinto) e il Comune di Lecce, visto che il primo ha dichiarato di essere disponibile a una transazione con una lettera pervenuta a Palazzo Carafa nelle scorse ore. “L’avvocato Pietro QUINTO è un professionista riconosciuto in tutta Italia e ama molto Lecce: difficilmente farebbe qualche cosa contro la città che ama” – ha spiegato Adriana Poli Bortone. Il Pd ha deciso di non votare la delibera perché il debito fuori bilancio avrebbe dovuto essere approfondito individuando le responsabilità. I debiti fuori bilancio provenienti da contenziosi e sentenze non venivano pagati negli scorsi anni: si preferiva investire quel denaro in tante altre esigenze, ma così facendo si rinviava il problema all’amministrazione successiva.

 

IL PARERE DI SALVEMINI 

Il sindaco Carlo Salvemimi ha spiegato il perché il debito fuori bilancio deve passare senza ulteriori approfondimenti: “In questi anni abbiamo saldato debiti per diversi milioni di euro; proceduto alla ricapitalizzazione della Lupiae e all’avvio della procedura di concordato preventivo per sottrarla al rischio di fallimento; approvato la manovra di riequilibrio pluriennale per scongiurare il rischio del dissesto del comune.

scelte complicate, difficili, impopolari. per le quali ho chiesto il voto alla Città nel 2019. e che forte della legittimazione popolare ricevuto ho l’impegno di portare avanti.

Spetterà ora alla Corte dei Conti, per questo come per altri debiti fuori bilancio da noi riconosciuti, valutare eventuali profili di responsabilità legati alle procedure con le quali nel passato sono stati assegnati gli incarichi professionali.

Il Consiglio comunale, che non è un’aula di tribunale, ma un organo di indirizzo politico amministrativo e di controllo, sulla base del cambiamento che i cittadini hanno scelto nelle urne, ha da tempo intrapreso una direzione: trasparenza, responsabilità, coraggio”.