HomePoliticaParco Eolico Marino, Capraro pretende chiarezza

Parco Eolico Marino, Capraro pretende chiarezza

CASTRO (Lecce) – “Innanzitutto occorre precisare che l’iter autorizzativo non è ancora iniziato. Le due aziende, Falck Renewables e BlueFloat Energy comunicano che “stanno per depositare la documentazione necessaria” “per conto della società Odra Energia, relativa al progetto per la costruzione di un parco eolico marino galleggiante al largo della costa meridionale della provincia di Lecce.” Dichiara il vicesindaco di Castro Alberto Capraro.

“Nel comunicato stampa le aziende fanno sapere di agire nell’interesse dell’ambiente e del territorio con l’imprescindibile confronto con gli attori locali. Come ho già detto ieri, le aziende non hanno ancora incontrato le Amministrazioni di Otranto, Santa Cesarea e Castro quindi questo progetto difetta già di un aspetto fondamentale. Dall’ufficio stampa mi assicurano che è stato un disguido e che ci incontrano al più presto. Detto ciò, le aziende promuovono questo progetto come rilevante ai fini della transizione ecologica, della green e blue economy, della decarbonizzazione, ma anche del risparmio economico in bolletta per i cittadini e di numerose opportunità di sviluppo e occupazione quali:
– posti di lavoro stabili nel medio-lungo termine
– approvigionamento locale
– ricadute positive sul settore terziario
– sviluppo dei porti
– innovazione, ricerca e sviluppo.
Alcune personali considerazioni.
Ritengo che un progetto del genere e una canvocazione di un’amministrazione debba passare necessariamente via Pec e che, in ogni caso, sia imprescindibile quindi prima della conferenza stampa riservata ai soli giornalisti, le aziende avrebbero dovuto mettersi in contatto con le PA nei mille modi disponibili, anche recandosi di persona.
Senza una progettazione esaustiva a disposizione dei cittadini non può esserci un serio e puntuale dialogo.
Tutto ciò prima di presentare la documentazione propedeutica alle autorizzazioni.
Per quanto riguarda la sostenibilità ambientale deve bilanciarsi per sua stessa natura con il principio della tutela del paesaggio e dei suoi abitanti.

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Sono preoccupato per gli impatti, tra cui quello sulla pesca e quello visivo. Non oso immaginare uno dei nostri scorci a più di 100mt sul livello del mare che incrocia una distesa di pale in movimento nel nostro blu.
In ultimo, circa le ricadute economiche e sociali sul territorio, con il dovuto rispetto, è un refrain noto e arcinoto che, anche questo, dovrebbe essere valutato in fase di stesura del progetto e non dopo.

Questa terra e questo mare non hanno bisogno di contentini o mancette, né della nuova frontiera del colonialismo economico para-green.
Questo territorio intanto esige trasparenza, poi di decidere per il proprio futuro. Viviamo una situazione delicata tra spopolamento e crisi economica, con un paesaggio e un settore da ricostruire, tutto ciò di cui non abbiamo bisogno è un assalto alle nostre risorse più preziose e identitarie.
Le Amministrazione dell’Area Marina Protetta Otranto-Castro-Leuca non indugiassero ancora con la costituzione.
Non possiamo permetterci di perdere altro tempo.”

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