tribunale-slideLECCE – Azioni compiute con modalità mafiose in uno scenario in cui alleanze tra cosche diverse sarebbero state cementate da interessi in comune. Ci sono otto indagati per le pistolettate e le estorsioni ai danni della ex tabaccheria Corallo di via Lupiae  a Lecce. I nomi compaiono nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari notificato nei giorni scorsi dal sostituto procuratore Francesca Miglietta, titolare del fascicolo d’indagine.

L’accusa di estorsione aggravata in concorso aggravata dall’aver agevolato l’associazione mafiosa viene contestata al collaboratore di Giustizia Gioele Greco, 28enne di Lecce; il boss storico Roberto Nisi, 63, di Lecce; Angelo Padovano, 26, di Gallipoli, figlio di Salvatore; Roberto Parlangeli, 38, di Carmiano; Giovanni Parlangeli, 34, di Lecce; Gabriele Pellè, 38, di Lecce, Manuel Prinari, 29, di Lecce e Vito Francesco Corallo, 46, di Castromediano. Quest’ultimo risulta l’ex proprietario della tabaccheria che, secondo l’accusa, si sarebbe servito della criminalità gallipolina e leccese per pretendere ulteriori somme di denaro in più rispetto a quelle pattuite con l’acquirente della tabaccheria.

Nello specifico, gli indagati avrebbero imposto la nuovo acquirente della tabaccheria un debito di 277mila ed 800 euro dopo aver versato 346mila euro per la cessione e 416mila euro per la cessione e 413mila euro e 200 euro per le spese aziendali. Per quel debito, inoltre, il nuovo proprietario della tabaccheria di via Lupiae sarebbe stato anche costretto a versare altri 115mila e 739 euro e ad accollarsi come socio lo stesso Corallo. Inoltre Prinari e Calcagnile avrebbero lanciato da uno scooter Yamaha Majestic una lettera di minaccia nella macchina del nuovo acquirente scritta da Greco come ammesso dallo stesso collaboratore.

Nella missiva si legge: “Sono il ragazzo di prima che non hai mai voluto parlare. La prossima volta che si avvicinano in tuoi bodigard ti sparo a te e a loro!Visto che i cazzi tuoi senza chiedere niente a nessuno adesso prepara 50mila euro oppure smonta la baracca-tabacchi e le tue amiche cantanti!Oppure ti faccio saltare tutto in aria a te e alla tua famiglia ci vediamo fra qualche giorno!Il tuo amico Michele”. Roberto Parlangeli e Gabriele Pellè rispondono di aver avvicinato l’imprenditore ricordandogli di agire per conto di un uomo che non era un “minchia qualsiasi ma il mandante di un’estorsione ai danni dell’imprenditore importante di Surbo e che tutti i paninari di Lecce pagavano a lui la tangente”. Infine Pellè e Giovanni Parlangeli sono indicati come i responsabili delle pistolettate contro la saracinesca della tabaccheria il 20 settembre di quattro anni fa. Gli indagati sono assistiti dagli avvocati Gabriele Valentini, Ladislao Massari, Angelo Ninni, Cosimo Rampino, Marcello Falcone, Francesco Cazzato, Stefano Prontera, e Michelangelo Gorgoni.

Francesco Oliva