LECCE – Tre anni di reclusione. E’ la condanna inflitta a Roberto Calogiuri, 33enne di Lecce, amministratore legale della “Karv s.r.l.”, azienda attiva a Lizzanello, fino al 2010 nel settore dell’edilizia residenziale. Le accuse: bancarotta documentale e fraudolenta aggravata. La sentenza è stata emessa dai giudici della seconda sezione penale (Presidente Pasquale Sansonetti) che hanno dimezzato la richiesta di condanna a sei anni invocata dal pubblico ministero Roberta Licci. L’imputato è stato condannato anche all’interdizione dall’attività imprenditoriale per la durata di cinque anni. L’indagine è stata avviata con una relazione del curatore fallimentare dopo il crack dichiarato il 19 gennaio di sei anni fa con una sentenza del Tribunale di Lecce.

Calogiuri era accusato di aver distratto complessivamente circa 240mila euro ai vari fornitori tra il 2008 e il 2009. Inoltre sarebbero spariti beni strumentali e disponibilità per circa 6mila e 500 euro contenuti nel registro dei beni ammortizzabili aggiornato al 31 dicembre del 2009 e non ritrovati in sede di inventario. Inoltre Calogiuri rispondeva di aver falsificato i libri e le scritture contabili tenuti in modo tale da non consentire la ricostruzione del patrimonio e del volume degli affari. Da qui l’accusa di bancarotta documentale.

L’avvocato difensore Fulvio Pedone ha cercato di smontare l’impianto accusatorio sostenendo come Calogiuri fosse una mera testa di ponte. L’amministratore di fatto sarebbe risultato il padre nel frattempo deceduto. Sarebbe emerso anche che il figlio, come risulta dalle dichiarazioni del commercialista, non era a conoscenza dello stato di precarietà economica dell’azienda se non dopo la dichiarazione del fallimento. Il Tribunale, però, ha deciso per un verdetto di condanna. Subito dopo il deposito delle motivazioni previste nei prossimi 90 giorni, l’avvocato impugnerà la sentenza in Appello.

F.Oli.