LECCE – Una rete di anarchici attiva su tutto il territorio nazionale con una cellula presente anche nel Salento. La Procura di Lecce ha avviato un’inchiesta di concerto con gli uffici inquirenti di Roma e Milano. L’inchiesta è stata avviata nei mesi scorsi. Un anarchico, detenuto da tempo in un carcere del nord Italia, ha deciso di saltare il guado e iniziare a collaborare. Il pentito, come impone la legge, ha raccontato quanto in suo possesso nei primi 180 giorni abbozzando scenari e ipotesi di reato che saranno ora vagliate con attenzione dagli inquirenti.

Il collaboratore (uno dei pochi casi segnalati nella recente storia italiana nel movimento anarchico) ha svelato azioni dimostrative compiute in tutta Italia, le rappresaglie contro la Tav in Valle d’Aosta, cortei e manifestazioni svelando la fitta rete di pedine che si spostano in tutta Italia con un passaparola che ormai viaggia anche tramite i social network. Le dichiarazioni del pentito hanno tirato in ballo anche una decina di nomi di salentini residenti tra Lecce e provincia. Gli atti e i verbali del collaboratore sono stati inviati anche nel capoluogo salentino. Un fascicolo è stato aperto dal procuratore aggiunto Antonio De Donno (titolare di altre delicate indagini sempre per azioni compiute da cellule di anarchici attivi sul territorio). L’accusa ipotizzata, al momento, è quella di associazione a delinquere.

Il contenuto delle dichiarazioni è stato a lungo sbobinato da un consulente informatico. Alcuni salentini sarebbero stati tirati in ballo per alcuni cortei organizzati contro il movimento Tav e per alcune manifestazioni avvenute in altre importanti città d’Italia come a Roma. Ma, stando alle dichiarazioni fornite dal pentito, la cellula con base a Lecce e in provincia avrebbe compiuto una serie di atti vandalici ai danni degli uffici postali, fenomeno che, nell’ultimo periodo, ha suscitato forte allarme in particolare nel capoluogo salentino. Il collaboratore, però, non fa riferimento ad altri episodi. Non si fa cenno e non si menzionano assalti a distributori di benzina o ad aziende internazionali presenti sul territorio salentino. Gli sviluppi dell’indagine, con propaggini in Italia, potrebbe fornire a breve importanti novità in un fitto scambio di comunicazioni tra tre Procure.

Francesco Oliva