LECCE – Laboriose come le api, le donne che ruotano attorno all’associazione Alveare di Lecce, provengono da storie e geografie diverse. Un gruppo affiatato, che lavora da anni, con dedizione e passione, per lo stesso progetto: uno spazio creato dalle donne per le donne, dove potersi incontrare, confrontare ed aiutare. Il luogo prescelto è villa epitaffio, una magnifica abitazione dei primi del ‘900, sulla via per San Pietro in Lama. Cinque ettari di terreno intorno, un agrumeto, un antico frutteto e decine di alberi secolari, tra ulivi, mandorli e piante officinali, che presto saranno restituiti alla città, come sede dell’associazione.

Come accade negli alveari (tra le più avanzate strutture sociali in natura), da tempo, le socie collaborano, affinché tutto funzioni. C’è chi si occupa dei documenti, chi della ristrutturazione, chi dei corsi e dei laboratori che verranno attivati, chi del frutteto, chi del bar, chi del ristorante. Nessuna ape regina, solo una benefattrice: Giovanna Foglia, milanese di nascita e salentina per vocazione, che ha deciso di investire la sua ingente eredità per sostenere le donne.

Un’avventuriera più che un’imprenditrice, come ama definirsi; una donna che, in gioventù, ha rifiutato la comodità della ricchezza familiare per andare lontano e partire da sé e che oggi ha scelto di usare il privilegio della propria ricchezza, mettendola a disposizione di altre. Una vita avventurosa tra Messico e Italia, dove ha sperimentato le difficoltà del vivere con pochi soldi, facendo tanti piccoli lavoretti sino alla creazione di piccoli resort turistici. “So bene che il lavoro femminile è stato sempre difficile” dice Giovanna “questa è la ragione per cui ho scelto di aiutare le donne nell’avvio di attività imprenditoriali, incoraggiandole ed eliminando ciò che spaventa di più: il rischio economico”.

Scopo dell’associazione, infatti, è promuovere le libertà femminili, offrendo l’opportunità alle donne di tutte le età, di star bene, vivere in relazione e realizzarsi attraverso la propria creatività, impegno e passione. “Dentro l’Alveare”, ci spiega, “sarà possibile avviare progetti, laboratori ed idee imprenditoriali, che verranno sostenute con l’acquisto di eventuali macchinari e varie agevolazioni; ma ognuna dovrà partire dalle sue competenze e camminare sulle sue gambe” conclude Giovanna.

Sono passati tre anni dall’acquisto di questa antica abitazione signorile; tre anni dedicati alle pratiche amministrative, ai lavori, alle ristrutturazioni e agli scavi archeologici (tanti i ritrovamenti di resti di era messapica). Fortunatamente, prassi e lungaggini burocratiche non hanno fermato Giovanna Foglia, che con grande passione e determinazione ha portato avanti un progetto, che vuole valorizzare il paesaggio salentino, da una parte e sostenere le donne, dall’altra. A Lecce, come a Milano.

Domani ci sarà l’inaugurazione, tra musica, bar e il piccolo ristorante, si darà il via alle tante attività in programma. Ammessi alla festa anche gli uomini (con tessera arci), che potranno partecipare e vivere gli spazi comuni, ma non entrare a far parte dell’associazione Alveare, che rivendica, a prescindere, la propria scelta femminista, di autonomia e politica delle donne.

Ilaria Florio