MELPIGNANO (Lecce) – Non il semplice inserimento di prodotti bio nel menu dei bambini, ma la rivoluzione a tavola, nella scuola. A Melpignano prende il via il primo progetto sperimentale pugliese di una mensa a km0 con prodotti rigorosamente da agricoltura naturale. Una scelta doppiamente etica: da un lato, punta ad educare chi è in tenera età a riconoscere la bontà e il valore del cibo sano; dall’altro, serve ad alimentare la centralità dei contadini salentini e il loro impegno a coltivare in modalità biologica o comunque organica (senza chimica). Stavolta, insomma, sono i piccoli ad aiutare i grandi.

Il progetto sperimentale è ufficialmente partito nel corso del mese di gennaio 2018, subito dopo riapertura della scuola al termine delle vacanze natalizie. La mensa della scuola dell’infanzia di Melpignano, è ora rifornita di frutta e verdura organica e di stagione da parte dei produttori della Rete Salento Km0, così come annunciato durante la presentazione del progetto, avvenuta domenica 3 dicembre, all’interno della tavola rotonda “La terra, il cibo, l’economia”, nell’ambito della rassegna “Rosso di Seta. Dalla Napuli Piccinna al Mercato del Giusto”.

Mercoledì 31 gennaio, i rappresentati dei genitori, Enrica Saracino, preside dell’Istituto Comprensivo di Corigliano, Castrignano e Melpignano, Angelo Salento, docente di Sociologia Economica presso l’Università del Salento, i contadini, nuovi fornitori, e l’amministrazione comunale siederanno a mensa con i più piccoli, presso la sede della scuola dell’Infanzia di Melpignano, in via Garibaldi, per testare insieme a loro la bontà di materie prime organiche, locali e coltivate secondo i principi di una nuova agricoltura sostenibile e attenta al territorio.

Il progetto. È il frutto di una vera sinergia tra amministrazione, Istituto comprensivo di Corigliano d’Otranto e gestore del servizio, la Cooperativa Nuova Era. Saranno 41 gli alunni coinvolti e i genitori saranno i primi a testare concretamente la qualità dell’offerta, il mese prossimo, sedendosi a mensa con i loro figli.

Gli assessorati all’Ambiente, alla Scuola e ai Servizi sociali del Comune di Melpignano hanno messo a punto la proposta. Il primo passo è stato il coinvolgimento della Rete Salento Km0, che riunisce associazioni, aziende, contadini che praticano agricoltura naturale. Dodici di loro hanno risposto ad una manifestazione d’interesse, indicando quali materie prime poter fornire tra quelle indicate dalla Asl di Lecce: legumi, farine, prodotti da forno, ortaggi, frutta. Si sono, inoltre, impegnati a garantire le forniture nel tempo, collaborando tra loro.

“Il nostro circuito fornirà prodotti locali, naturali e solidali. Questi tre aggettivi – dice Francesca Casaluci, referente della Rete SalentoKm0 – connotano la produzione di chi lo scorso giugno ha sottoscritto il ‘Manifesto per l’Agricoltura Naturale’ nel Salento, un’agricoltura che non utilizza prodotti chimici, che rigenera la terra e rispetta la dignità dei lavoratori agricoli. Quale luogo migliore della scuola per promuovere il valore della filiera locale sostenibile?”.

Gli obiettivi. La cicoria e i broccoli che arrivano da Tricase, le farine dai campi di grano di Castiglione o di Otranto, ceci e lenticchie da Zollino e così via. Quella di Melpignano è un’esperienza inedita in Puglia. E l’auspicio è che si possa estendere il raggio: la sola cooperativa sociale Nuova Era gestisce altre 23 mense, per un totale di circa duemila pasti al giorno. “Questo progetto è una sfida, che parte dalla cura dei più piccoli. L’idea – spiega l’amministrazione – è quella di plasmare un modello, replicabile in altri comuni e realtà, perché tutti abbiamo il diritto di mangiare bene, per stare bene.  Non solo, fare agricoltura organica e sostenibile non è una scelta marginale ma può essere, al contrario, punto di partenza per nuove e floride economie. Anche la Regione potrebbe fare la sua parte, promuovendo incentivi per gli enti locali a fronte di un maggiore sostegno alle filiere agricole sostenibili e prive di pesticidi, specie a tutela delle famiglie più svantaggiate”.

I mesi di sperimentazione serviranno anche a studiare le modalità di costruzione di un bando in cui il “km0-biologico e sostenibile” possa diventare criterio riconosciuto. Se così fosse, anche i contadini potrebbero iniziare a programmare le produzioni, rispondendo alle esigenze di un settore in continuo sviluppo, sforzandosi di fare rete per compensare le piccole dimensioni, crescendo collettivamente. Si creerebbe un circuito virtuoso e organizzato, con un ritorno importante per il Salento.

Un progetto che parte da lontano. La bio-mensa etica e a km0 ha radici profonde. “Il Comune da tempo ha avviato nella scuola Primaria un progetto finalizzato alla conoscenza dei cereali autoctoni: Semina il pane. Così – racconta Enrica Saracino, dirigente scolastica – i bambini, coadiuvati dalle maestre e da adulti esperti, hanno potuto assistere e partecipare alle diverse fasi del ciclo di vita del grano, dal seme al pane appunto. Prendendo spunto da ciò, l’Istituto Comprensivo di Corigliano d’Otranto ha caratterizzato l’attività didattica trasversale dell’anno impegnandosi a favore di un’alimentazione sana, legata all’economia biologica e locale. ‘Dalla terra alla tavola. Dal passato al futuro’ è il tema che unisce idealmente le riflessioni e i compiti di realtà di tutte le classi in questo anno scolastico”.

Da oltre un anno, poi, Melpignano ospita “Rosso di Seta. Dalla Napuli Piccinna al Mercato del Giusto”, il mercatino dei contadini; ha avviato la sperimentazione della tosatura del verde attraverso l’impiego di un asino di Martina Franca; da dicembre attiverà il servizio civile “Love EAT” dedicato proprio al cibo, alla corretta alimentazione, alla mappatura dei terreni incolti. Ha aperto, inoltre, a dicembre con scadenza il 5 febbraio, il secondo bando di “Love EAT 016”, progetto di Servizio Civile Nazionale, ideato nell’ambito delle finalità istituzionali individuate dal Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali e arrivato primo, tra i progetti presentati dai comuni, nella graduatoria nazionale. Dagli anni Ottanta, inoltre, ha destinato appezzamenti pubblici ad orti sociali.

Mense bio e a km0, queste sconosciute (al Sud). In principio fu Cesena, nel 1986, apripista in ambito internazionale con la prima mensa scolastica bio-mediterranea. Trent’anni dopo, nel 2016, il censimento BioBank ne ha contate 1.288, con un incremento del 7,7 per cento rispetto al 2012 e un numero di 1,2 milioni di pasti al giorno. Le province leader, tuttavia, sono tutte al nord: per densità (n. attività/ 1 mln abitanti), Trento, Udine, Piacenza, Gorizia, Pordenone. Alcune Regioni, come Veneto e Lombardia, si sono già dotate di proprie leggi per regolamentare il settore. Quest’anno, a maggio, il governo ha previsto un emendamento alla manovrina promosso dal ministro Maurizio Martina, creando un fondo pluriennale da 44 milioni per diffondere l’uso del bio nella ristorazione scolastica e ridurre i costi a carico degli studenti. Lo sforzo che Melpignano compie prova a fare un passo in avanti: non solo prodotti naturali, ma anche necessariamente locali. Anche per dare una mano all’economia etica del territorio.