PUGLIA – “Un voto per Noi con l’Italia-Udc è un voto per un governo di centrodestra senza se senza ma e senza inciuci, ma non per Salvini Premier!”. Raffaele Fitto sfida la Lega, dopo alcuni velenosi scambi a distanza. La tensione cresce, perché la competizione interna si fa sempre più ostile: i sondaggi non sono confortanti per i fittiani pugliesi, visto che la Lega sembra che stia dando filo da torcere anche nei collegi che sembravano non fare sorprese. Ci sono collegi salentini dove sembra che il partito di Salvini si attesti al 10 per cento, subito dopo Forza Italia. Poi, c’è dell’astio con i leghisti in primis perché in Puglia corrono Caroppo e Marti, due ex fittiani di peso, e poi perché Salvini ha bacchettato apertamente il partito di Fitto, che ha candidato due impresentabili come Formigoni e Iorio. Il fatto che il candidato premier della Lega si sia lasciato andare a queste esternazioni in televisione ha lasciato basito il leader di Noi con L’Italia. Raffaele Fitto, però, prepara la vendetta e dà un primo assaggio ai leghisti.

“Gli italiani guardano al centrodestra e noi stessi abbiamo scelto di rafforzare questo campo perché giustamente lo ritengono il più credibile su temi chiave come la sicurezza, il contrasto all’immigrazione clandestina, la riduzione della pressione fiscale su redditi e immobili, la riduzione della burocrazia sulle imprese e le partite IVA in generale.
Lo stillicidio di promesse di questi giorni non rafforza questa credibilità, semmai la logora.
Sugli obiettivi di fondo, esiste un solo centrodestra, unito e compatto.
Sui tempi, i modi, i linguaggi e le priorità con cui realizzarli, ci sono offerte politiche profondamente diverse.
Un voto per Noi con l’Italia-Udc è un voto per un governo di centrodestra, senza se senza ma e senza inciuci, ma non per Salvini Premier”.

Raffaele Fitto punta a scavalcare il 3 per cento per conquistare un Ministero, ma non ha nessuna voglia di essere un ministro del governo Salvini. Lo scenario che si apre è un sostegno al candidato premier che metterà in campo Berlusconi, nel caso di vittoria. Dunque, la guerra interna tra alleati col coltello tra i denti è aperta. C’è solo una cosa da mettere in conto: i patti con Berlusconi sono basati sull’attribuzione della leadership nel centrodestra a chi prenderà più voti. Se dovesse essere la Lega il partito più votato del centrodestra, la coalizione resterà unità con Salvini premier?

Garcin