LECCE – La stimolazione magnetica transcranica è una tecnica non invasiva, che può essere anche utilizzata come terapia di riabilitazione e che può essere affiancata a tutta una serie di altre terapie per la cura di una vastissima serie di patologie. Dalla SLA alle cefalee, dalla ludopatia alle dipendenze dalla droga, dal Parkinson alla depressione: tantissimi problemi possono essere combattuti con questo tipo di cura all’avanguardia per il Salento (negli USA è realtà già da 30 anni). “È finito il tempo dei viaggi della speranza – annuncia la dottoressa Maria Luisa Calabresemedici esperti e tecnologie all’avanguardia si possono trovare qui”. Il lavoro si svolge in équipe: radiologo, neurochirurgo, tecnici, cardiologi, psicologi e altri medici collaborano su ogni caso, scambiandosi informazioni, diagnosi e conoscenze. Sabato scorso si è tenuto un incontro di divulgazione scientifica presso il Poliambulatorio Calabrese, dove si è fatto il punto della situazione. Sono state anche chiarite alla platea le metodiche di imaging dell’encefalo propedeutiche per il trattamento di stimolazione magnetica transcranica.

I buoni risultati possono essere raggiunti se si è in possesso di una tecnologia all’avanguardia: il Poliambulatorio Calabrese è uno dei pochissimi centri pugliesi dotati della Tc di ultima generazione, capace di generare 128 immagini al secondo. Tecnologie avanzate, dunque, in grado di ottenere risultati dall’altissimo contenuto diagnostico. Ma è di grande importanza anche la squadra che lavora mettendo al centro il paziente. “Se non si collabora in maniera interdisciplinare, non si arriva da nessuna parte – spiega il dottor Ruggiero Calabrese – In questo modo riusciamo a essere più efficaci e veloci nella risposta a un problema”. La stimolazione magnetica transcranica può eliminare il desiderio della droga e del fumo, può far progredire i pazienti nella riabilitazione dopo un ictus, apportare degli enormi benefici nel Parkinson, Alzheimer e demenze in generale, ma può anche combattere depressione, psicosi, cefalee, misofonia, ludopatia, obesità e tanto altro.

Si tratta, ad ogni modo, di una pratica della medicina tra le più sicure, se condotte secondo le linee guida internazionali. Può essere affiancata ai farmaci, anzi nella maggior parte dei casi vengono affiancate le medicine (la Tms le sostituisce nella cura di determinate patologie, in soggetti che hanno problemi al fegato). La stimolazione magnetica transcranica, nel gergo medico Tms, è una tecnica approvata dalla Food and Drug Administration statunitense e dalle autorità sanitarie europee per il trattamento di tutta una serie di patologie psichiatriche, soprattutto nell’ambito delle dipendenze. La dottoressa Emmanuella Ladisa, tecnico di neurofisiopatologia, ha spiegato in cosa consiste questa terapia: la seduta dura dai 10 ai 40 minuti, senza bisogno di ricovero, e si può andare via tranquillamente, subito dopo. “L’esame è molto semplice: il paziente è rilassato e seduto comodamente in poltrona: viene applicata una sonda sulla testa che emana un campo magnetico in grado di indurre un cambiamento a livello elettrico celebrale. Il paziente non percepisce nulla, sente semplicemente un ticchettio. Può parlare, ascoltare musica, l’importante è che sia rilassato: non c’è nulla di doloroso”.

Su autorevoli riviste mediche sono stati pubblicati alcuni brillanti risultati nel campo della disintossicazione attraverso Tms, ottenuti da Luigi Galimberti, psichiatra docente dell’Università di Padova, che ha messo a punto un protocollo vincente con Antonello Bonci, direttore scientifico del National Istitute for Drug Abuse (Nida) di Washington. Molte riviste hanno dedicato articoli ricchi di entusiasmo su questa nuova tecnica: l’autorevole “Science” ha pubblicato un lungo articolo dedicato alla Tms. Con molta probabilità il segnale elettrico distrugge le proteine specifiche associate associate alla memoria del piacere o, in alternativa, una specie di rumore di fondo crea un’interferenza che impedisce al cocainomane di percepire il piacere stesso, come ci spiega il neurochirurgo Giovanni Caggia (cliccate sulle immagini per vedere le interviste che spiega tutti i dettagli di questa terapia).

La tecnica non sembra avere effetti collaterali, ma è sconsigliata per chi ha il pacemaker. Oggi, grazie al Centro di Maria Luisa e Ruggiero Calabrese, che sorge a Cavallino, a due passi da Lecce, questa terapia di ultima generazione è operativa nel Salento. Non sarà più limitata alle persone che possono permettersi oltre al costo delle cure quello del viaggio e pernottamento a Padova, Roma o negli altri centri del nord dove si pratica. Questa terapia è molto utile nelle depressioni resistenti ai farmaci e anche per chi vuol smettere di fumare, come spiega la dottoressa Silvia Perrone, presidente Psy. Nel convegno tenutosi nella sala conferenze del Poliambulatorio Calabrese i medici accorsi hanno assistito alla proiezione di una seduta di stimolazione magnetica transcranica. Per i pazienti salentini affetti da tutta una serie di patologie oggi si possono trovare risposte all’avanguardia nel campo sanitario nella propria provincia.

 

Dottoressa Maria Luisa Calabrese, Poliambulatorio Calabrese