di Francesco Oliva

GALATINA (Lecce) – La squadra di pallone come veicolo per consolidare il consenso, acquisire prestigio e credibilità agli occhi della popolazione e di un’intera comunità. un mezzo utilizzato come un “giocattolo” da condurre al miglior risultato calcistico possibile ricorrendo a qualsiasi mezzo. Per nulla decoubertiani ma molto machiavellici sul piano squisitamente sportivo. Commettendo un illecito penale in termini giuridici tale da configurare il reato di frode sportiva. Giocatori e dirigenti di società avversarie sarebbero stati avvicinati per addomesticare risultati in vista del rush finale che, nella stagione 2015-2016, avrebbe poi portato il Galatina a vincere la finale play-off e a ottenere la promozione in Eccellenza. C’è tutto questo e molto altro nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Giovanni Gallo nel capitolo riservato alla piccola “calciopoli” gestita da Luciano e Danilo Pasquale Coluccia (rispettivamente padre e figlio) per la squadra del Galatina.

Il progetto è ben chiaro sin dall’inizio del campionato quando Danilo Pasquale Coluccia riferisce ad un collaboratore: “Il calendario è ben strutturato. Nelle ultime tre-quattro partite per noi…perché abbiamo il Salento Football che andiamo là…però non li serviranno…quindi o ce li danno o ce li prendiamo…capito?…poi c’è il Racale che non gli serviranno…quindi o ce li danno o ce li prendiamo… poi c’è il Lizzano che sono amici…speriamo che siano già salvi…e non è un problema…l’altra qual era…il Galatone?”. Già alla dodicesima di ritorno (con la fine del campionato ancora bel lontana) emergono le avvisaglie su quanto sarebbe accaduto nelle ultime domeniche di campionato. Il 20 marzo del 2016 il Presidente del Manduria (estraneo a qualsiasi contestazione) assicura a Pasquale Danilo Coluccia il massimo impegno della propria squadra in occasione ella sfida con l’Avetrana che con il Galatina si contendeva l’accesso alla serie superiore. Effettivamente la squadra tarantina riuscirà a battere seppur di misura l’Avetrana.

Ma è nel mese di aprile che i telefoni diventano bollenti. Gli agenti della Squadra mobile incrociano chiamate e conversazioni in cui i diretti interessati addomesticano risultati frutto di combine. Luciano Coluccia contatta Cosimo Manta, dirigente sportivo del Galatone Calcio (altro indagato). Quest’ultimo si prodiga per vincere la partita con il Racale per poi poter “perdere in tranquillità” l’incontro che la domenica successiva l’avrebbe opposto al Galatina. Dice, infatti, Manta: “Eh…domenica sto venendo…come a fare vincere lì…poi quando venite…me l’hanno detto…con noi domenica…non c’è problema…noi basta che pareggiamo…”. Nel contesto della stessa telefonata Coluccia prospetta la possibilità di un premio partita in caso di successo come strategia per invogliare i giocatori a dare il massimo in campo: “Ma parlo con l’avvocato anche…mo lo faccio mettere a Rocco il premio…”.

Nella combine sarebbe stato coinvolto (da intendersi parte integrante perché indagato) anche l’allora allenatore del Maglie Antonio Renis al quale i Coluccia avrebbero garantito di sedere sulla panchina del Galatina l’anno successivo. “Lo sai che stai con noi il prossimo anno…ti stai portando Toni”. Sempre con il Maglie i Coluccia avrebbero addomesticato un’altra gara fondamentale nella corsa verso la promozione: quella che avrebbe opposto i giallorossi magliesi all’Avetrana (diretta concorrente del Galatina). Anche in questo caso viene concordato un premio che trova una sponda direttamente con il dirigente del Maglie Daniele Gatto. L’accordo, stando agli accertamenti di polizia, sarebbe stato suggellato nel corso di una cena cui avrebbero partecipato i Coluccia con alcuni dirigenti e giocatori del Maglie. In realtà sul campo l’Avetrana riuscirà ad espugnare il campo del Maglie. In una conversazione il giocatore Giordano si giustifica:”Purtroppo non siamo riusciti a farti un regalino… io lo sai… mi sono anche fatto male ad un ginocchio…abbiamo fatto il massimo Presidente mio”.

Lo stesso spartito (telefonate, accordi, promesse di denaro) sarebbe stato riproposto in occasione della gara tra Galatina e Galatone in programma quella stessa domenica. La garanzia di un successo (come effettivamente avvenuto in campo) della squadra dei Coluccia sarebbe maturata con mediazione del direttore sportivo del Galatone Cosimo Manta grazie anche all’ormai raggiunta salvezza che poneva la squadra avversaria in una posizione di comodo.  Il piano promozione (bypassando valori tecnici espressi in campo) avrebbe trovato la massima espressione (anche per l’importanza della gara) in occasione della finale play off contro il Salento Football.  Il clima di intimidazione sarebbe emerso nel corso di una telefonata intercorsa tra il più giovane dei Coluccia e un giocatore della squadra avversaria: “Vedi che con te…l’amicizia non voglio perderla…domenica quando vieni mettiti ad un angolo e stai zitto sai?Io e te non dobbiamo perdere l’amicizia…perchè li devo scoppiare di botte quando vengono…”. In campo, in un clima di paura per le intimidazioni ricevute nei giorni precedenti, il Galatina si imporrà per 3 a 1.

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