di Francesco Oliva

MONTESARDO SALENTINO-SPECCHIA (Lecce) – Sembrano non aver più fine i guai per il giovane Lucio. Nelle stesse ore in cui la Procura minorile ha proceduto con la notifica del decreto di fissazione dell’udienza preliminare per l’omicidio di Noemi si è mossa anche la magistratura ordinaria. Il sostituto procuratore Donatina Buffelli ha infatti fatto inoltrare un avviso di conclusione delle indagini preliminari al 18enne di Montesardo Salentino per il reato di calunnia nei confronti del meccanico di Patù Fausto Nicolì accusato falsamente dell’omicidio di Noemi in alcuni manoscritti scritti dal giovane Lucio nel carcere di Quartucciu a Cagliari.

Gli accertamenti sono stati lunghi e scrupolosi. Il magistrato inquirente aveva anche aperto un fascicolo d’indagine iscrivendo il nome del 49enne di Patù con l’accusa di omicidio. Un atto dovuto alla luce del contenuto delle lettere che, a distanza di mesi, non ha prodotto alcun sbocco investigativo. Da subito il meccanico, assistito dall’avvocato Luca Puce, ha contestato le accuse che Lucio gli aveva mosso in più occasioni. In un lungo interrogatorio davanti al magistrato inquirente il meccanico negò fermamente di aver ucciso Noemi con cui aveva instaurato solo un rapporto di amicizia. Nulla più.

Ma torniamo al nocciolo dell’inchiesta. Al vaglio degli inquirenti erano finite le missive scritte dal giovane dietro le sbarre di pugno proprio e consegnate, in alcuni casi, agli agenti di polizia penitenziaria in servizio presso il carcere sardo. Nelle lettere Lucio riferiva di aver dovuto confessare l’omicidio della fidanzata perchè minacciato dal meccanico. A dire del giovane, il 49enne avrebbe ammazzato Noemi “per cose loro” davanti ai suoi occhi e di aver dovuto rispettare la consegna del silenzio perchè in caso contrario Fausto “avrebbe sterminato la sua famiglia”. Complessivamente Lucio (nell’insolita versione grafomane) ha scritto sei manoscritti: il 2 gennaio; il 3 gennaio; il 15 gennaio; il 9 febbraio; l’1 marzo in cui faceva riferimento persino a forniture di droga di Nicolì e il 13 marzo quando Luciò inviò una missiva al padre di Noemi in cui scriveva: “Umberto volevo soltanto dirti che ad uccidere Noemi non sono stato io…c’entra fausto e qualcun altro…fausto è solo un miserabile assassino”.

Tutto falso per la Procura. Così come per lo stesso Lucio che, con alcune spontanee dichiarazioni fornite il 17 marzo e nell’interrogatorio del Venerdì Santo, riferì che le accuse mosse nei mesi scorsi nei confronti del meccanico non erano veritiere. Alla luce dei nuovi esiti investigativi, a breve, la Procura dovrebbe avanzare richiesta di archiviazione per la posizione del meccanico.

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