NARDO’ (Lecce) – E’ stata confermata la condanna ad 1 anno e mezzo di reclusione per V.P., carrozziere di 62 anni, residente a Nardò, accusato di stalking ai danni della ex amante e di stalking e violenza privata nei confronti del nuovo compagno della donna. I giudici d’appello (Presidente Pietro Baffa) non hanno concesso sconti confermando la provvisionale di 5mila euro in favore delle due parti civili assistite dagli avvocati Franco Orlano e Pasquale Gaballo. Il processo ha fatto luce sulla fondatezza del racconto di una 47enne di Nardò culminato in un decreto di citazione a giudizio a firma del sostituto procuratore Stefania Mininni. La donna, alla fine del 2009, decide di interrompere la relazione con il carrozziere. Inizialmente l’uomo pare accettare la decisione della donna.

Solo per poco, però.  Alcuni mesi dopo, la donna inizia a frequentare un nuovo compagno. Da quel momento il carrozziere mette in atto il classico copione dello stalker: pedinamenti ripetuti e messaggi continui all’ex amante. La vita per la donna diventa un inferno. Fa le valigie e lascia Nardò per raggiungere il fratello nel nord Italia. Il carrozziere, però, raggiunge la donna che, ormai esausta, raggiunge la caserma dei carabinieri per denunciare l’ex amante.

Neanche dopo il ritorno a Nardò il carrozziere compie un passo indietro. Anzi. Diventa sempre più aggressivo avvicinando le persone più vicine alla ex amante. Come la sera dell’11 novembre del 2015 quando aggredisce il nuovo compagno avvicinandolo per strada e minacciandolo di morte (da qui l’accusa di violenza privata). Nel corso dell’istruttoria di primo grado, le due parti civili sono comparse in aula. In lacrime hanno confermato le accuse. La difesa, rappresentata dall’avvocato Giuseppe Bonsegna ha cercato di smontare la tesi accusatoria sostenendo che gli episodi si dovevano considerare “arrabbiature” e non potevano configurare il reato di stalking. Nel caso specifico dell’aggressione al nuovo compagno avvenuta la sera di San Martino è stata fornita una ricostruzione completamente differente. Non appena verranno depositate le motivazioni della sentenza d’appello verrà presentato ricorso in Cassazione.

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