CAVALLINO – Il Comune annuncia la svolta per il vecchio impianto di località Guarini con un comunicato ufficiale, firmato dal sindaco Bruno Ciccarese e dall’onorevole Gaetano Gorgoni, delegato all’Ambiente. Il problema è che se la Regione non farà il via libera nei tempi previsti saranno guai anche per tutti i Comuni che dipendono dall’impianto cavallinese. “Alla luce dei recenti sviluppi, che prefigurano un’estate molto problematica per quel che riguarda la gestione dei rifiuti urbani della provincia di Lecce, si ritiene opportuno rendere partecipi le Amministrazioni Comunali appartenenti al bacino d’utenza dell’ex ATO LE/1 e gli utenti di alcune informazioni che riguardano gli interventi di ammodernamento ed integrazione funzionale dell’impianto di trattamento RSU di Cavallino. Quest’intervento era ritenuto urgente già diversi anni fa e i motivi di ciò sono destinati a palesarsi a breve, allorquando la crisi emergenziale entrerà nel vivo.

Negli anni scorsi, il Comune di Cavallino, in adempimento a un obbligo e ad una delega ricevuta dall’ex ATO, ha definito e sviluppato il progetto degli interventi di ammodernamento di questa importante infrastruttura. L’urgenza di intervenire sull’impianto esistente era legata al fatto che lo stesso è divenuto del tutto obsoleto, non solo perché basato su principi e tecnologie vecchie di 20 anni, ma anche e soprattutto perché non più rispondente alle esigenze di un’utenza alle prese con le nuove problematiche (e i costi altissimi) della raccolta differenziata spinta.

Questa Amministrazione, non avendo scelte alternative, ha fortemente voluto la trasformazione della piattaforma di località Guarini in un’infrastruttura moderna, basata sulle migliori tecnologie disponibili, in grado di garantire flessibilità operativa e qualità del servizio e con un ciclo di vita il più duraturo possibile. Poiché le procedure per l’affidamento dei lavori di ammodernamento della piattaforma e di gestione della stessa per un periodo di durata ventennale si sono ormai conclusi con un provvedimento di aggiudicazione definitiva, che attende di essere soltanto ratificato con la sottoscrizione del contratto, i tempi sono maturi per rendere pubblici dati e informazioni che, a gara in corso, non potevano essere divulgati in quanto sottoposti a vincolo di riservatezza.

Il riferimento è, ovviamente, alla struttura tecnico-funzionale dell’impianto di progetto e ai relativi profili tariffari. Da anni tutti i Sindaci della provincia di Lecce sono alle prese con il salasso economico determinato dalla necessità di attivare i servizi di raccolta differenziata spinta, in particolare quelli del tipo “porta a porta”. Questi servizi sono costosissimi, non solo per le difficoltà tecnico-logistiche di gestire varie e diversificate tipologie merceologiche di rifiuti, ma anche e soprattutto per le tariffe, in alcuni casi stratosferiche, che si pagano per conferire i materiali raccolti ad impianti per lo più extra-provinciali.

In questo scenario desolante, il Comune di Cavallino si è preso sulle proprie spalle un fardello pesante, molto pesante, accettando di ospitare un impianto che si è posto e si pone tuttora a servizio di un intero bacino d’utenza costituito da ben 27 Comuni. Il Comune di Cavallino si è impegnato per risolvere i problemi di un’importante fetta di territorio salentino, progettando, mettendo in gara ed appaltando la realizzazione di un impianto futuristico, che non ha eguali, per tipologia e potenzialità di trattamento, sull’intero territorio nazionale.

L’impianto di cui stiamo parlando, che dovrebbe sostituire le attuali fatiscenti installazioni, è costituito da una linea di selezione automatizzata, altrimenti detta ReMat (= Recupero Materie), in grado di riconoscere, separare e recuperare le singole frazioni merceologiche presenti nei rifiuti. Esso è altamente flessibile, in quanto può processare sia rifiuti mono-materiale da raccolta differenziata che rifiuti misti e indifferenziati.

Oltre alla linea ReMat, il progetto prevede l’integrazione funzionale della piattaforma di località Guarini con un impianto di compostaggio. Il comune di Cavallino si è fatto carico di ospitare anche il primo impianto di compostaggio in provincia di Lecce. Grazie a questa nuova sezione impiantistica, le Amministrazioni Comunali del Salento smetteranno di dissanguarsi per conferire la frazione organica (FORSU) ad impianti localizzati fuori provincia o addirittura fuori regione alla “modica” tariffa di 180 €/ton. Per conferire la FORSU all’impianto di compostaggio previsto in località Guarini si pagherà un importo di circa 70 €/ton, meno della metà di quanto si spende attualmente.

Per quanto riguarda i rifiuti indifferenziati, i Comuni che conferiscono alla piattaforma di Guarini pagano attualmente una tariffa di 37 €/ton. Ebbene, faccio presente che una recente sentenza del Consiglio di Stato ha sancito che tale tariffa non è congrua e che deve essere ridefinita ed adeguata, sicché a breve la stessa diventerà di oltre 50 €/ton, ovvero di importo circa equivalente a quello che si pagherebbe con il nuovo impianto. In questo caso, la differenza è che quest’ultimo offre un servizio di qualità molto superiore, garantendo un ulteriore recupero di materie prime dai rifiuti indifferenziati, con conseguente riduzione dei sovvalli destinati a discarica (e relativi minori oneri di smaltimento).

Le frazioni secche da raccolta differenziata (carta, plastica, ecc..) potranno essere conferite al nuovo impianto a una tariffa di circa 52 €/ton. Lascio alle singole Amministrazioni il compito di valutare il potenziale risparmio rispetto alle tariffe che esse pagano attualmente.

Tuttavia, importanti benefici si potrebbero trarre grazie alle capacità di selezione del nuovo impianto. Pochi si rendono conto che questo tipo di impianto, grazie alle sue caratteristiche di funzionamento, può effettuare la raccolta differenziata in modo automatizzato, senza che sia richiesto al cittadino di doverla fare in casa propria. Le implicazioni di ciò sono di enorme rilevanza, in quanto tale impianto consentirebbe alle Amministrazioni Comunali di rimodulare i servizi di raccolta differenziata, prevedendo il ritorno alla raccolta multi-materiale (molto meno costosa di quella attuale) supportata dalla raccolta separata della frazione organica.

Se il nuovo impianto fosse oggi operativo, anche la gestione dell’imminente crisi sarebbe più agevole, in quanto la linea ReMat è pensata per massimizzare il recupero di materie prime dai rifiuti, riducendo al minimo gli scarti destinati a discarica. Purtroppo, al momento, a causa dell’inerzia del Commissario Delegato Regionale, non esiste ancora alcuna certezza sulle tempistiche necessarie a dar corso agli interventi di ammodernamento ed integrazione funzionale della piattaforma di località Guarini. Lo stesso Commissario ha appena dichiarato agli organi di informazione che la Regione è ancora alla ricerca di un sito dove realizzare un impianto di compostaggio e non si capisce oggettivamente il motivo di questo affannarsi, visto che il sito esiste già (quello di località Guarini) e per la realizzazione dell’impianto si attende unicamente il suo nullaosta.

In tal senso, si auspica una presa di coscienza da parte delle istituzioni preposte e delle Autorità competenti, volta a comprendere l’importanza strategica che tale intervento può avere per il territorio salentino e per i cittadini dell’intera provincia di Lecce”.

LA REPLICA DI GRANDALIANO

Discarica e impianto di Cavallino: “Dichiarazioni del Sindaco un po’ confuse, la sottoscrizione del contratto di ammodernamento è in capo al Comune e comunque non riguarderebbe la discarica”

 

BARI – “Forse è il caso di chiarire la questione relativa alla discarica di Cavallino, soprattutto alla luce di qualche dichiarazione un po’ confusa che rischia di esporre alla cittadinanza un quadro distorto ed errato della situazione”.

Lo dichiara Gianfranco Grandaliano, direttore dell’AGER Puglia.

“Innanzitutto è opportuno ricordare che la sottoscrizione del contratto propedeutico all’avvio dei lavori di ammodernamento e completamento della piattaforma di trattamento rifiuti sita in località Guarini, qualora ne sussistano i presupposti, è e resta in capo al Comune di Cavallino. Ciò trova conferma nello schema contrattuale allegato al progetto di fattibilità tecnica e economica presentato in fase di gara, che prevede quali uniche parti contraenti proprio la città di Cavallino e l’eventuale aggiudicatario”.

“Infine – conclude Grandaliano – anche se fosse stato sottoscritto il contratto, questo avrebbe riguardato comunque, esclusivamente,  l’impianto di biostabilizzazione e non già la discarica, laddove, per stessa ammissione del Sindaco di Cavallino, si annida il vero problema. La discarica, infatti, è di proprietà di Cisa, la quale è pertanto l’unica responsabile della gestione della stessa. Nessuna competenza in merito appartiene all’AGER, che così come stabilito dalla legge risponde solo della gestione degli impianti pubblici di trattamento rifiuti”.