F.Oli.

NOHA (Lecce) – Saranno giudicati in abbreviato Danilo Pasquale Coluccia e il padre Luciano arrestati a maggio dagli agenti della Squadra mobile nell’ambito inchiesta denominata “Off Side” sugli affari illeciti gestiti dal clan di Noha con interessi anche sulla squadra di calcio del Galatina. I due Coluccia, rispettivamente di 38 e 69 anni (il primo in carcere, il secondo ai domiciliari) hanno scelto di essere giudicati in abbreviato. Il processo, così come disposto dal gup Alcide Maritati, è stato rinviato al 3 ottobre. La sentenza è prevista per il 6 novembre.

Proprio l’esuberanza del rampollo della famiglia Coluccia avrebbe consentito agli investigatori di sgretolare il granitico gruppo mafioso di Noha, la frazione di Galatina consentendo così di delineare un clan 4.0, attento al welfare e al consenso sociali, ma anche determinato, capace di sostituirsi (tanto almeno contestano gli investigatori) all’amministrazione della cosa pubblica “facendola apparire come cosa propria”.

Così il cimitero di Galatina sarebbe diventato una sorta di regno di Luciano Coluccia (andato in pensione da custode, avrebbe continuato a svolgere il ruolo di vero gestore). Un controllo non solo delle attività illecite ma anche di quelle lecite: tentando di imporre il monopolio nel settore commerciale delle pescherie. Al giovane Coluccia, confermando quella sorta di consenso raggiunto dai clan, si sarebbero rivolti anche per l’apertura di sale giochi o per aver un posto per un’attività di ambulante e per ottenere il maltolto dopo un furto. Tutte accuse che i due Coluccia hanno negato nel corso dell’interrogatorio di garanzia.

Sullo sfondo, poi, c’è il capitolo calciopoli. Partite comprate per garantire alla squadra di calcio, la Pro Italia Galatina, la promozione nel campionato regionale di Eccellenza. Per questo filone d’indagine compaiono altri cinque soggetti imputati a piede libero: Mauro Giordano, 37, di Lecce, giocatore del Maglie e Antonio Renis, 37, di Copertino, allenatore del Maglie. Entrambi hanno scelto il rito alternativo che concede uno sconto di un terzo sulla pena. Abbreviato condizionato per Cosimo Manta, 69, di Tuglie, dirigente del Galatone così come per Alessio Antico, 37 anni originario di Nardò. Risponde di estorsione e rapina aggravata dall’aver agevolato l’associazione mafiosa. Avrebbe delegato il più giovane dei Coluccia a pretendere la somma di 5mila euro da un cittadino nonostante gli spettasse la metà dei soldi. Nessuna richiesta di riti alternativi è stata avanzata per altri tre imputati coinvolti nel filone sulle presunte combine: Lorenzo Adamuccio,  originario di Maglie, Presidente della locale squadra di calcio; Daniele Gatto, 38, di Maglie, dirigente della locale squadra di calcio. Stesso destino per Pierpaolo Maiorano, 25, di Torchiarolo, accusato di spaccio. La Figc si è comunque costituita parte civile.

Nel collegio difensivo gli avvocati Luigi Greco; Anna Inguscio; Angelo NinniLadislao Massari; Fabrizio Ruggeri e Giuseppe Bonsegna.