Previsto dal 1° gennaio 2019 il nuovo regime di fatturazione elettronica anche tra privati. Da tale data la fattura elettronica, già prevista per le cessioni di benzina o di gasolio destinati a essere utilizzati come carburanti per motori, le prestazioni rese da soggetti sub appaltatori e sub contraenti e per il tax free shopping, sarà estesa a tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti privati.

In generale, l’obbligo di emissione di fatture elettroniche mediante il Sistema di Interscambio fornito dall’Agenzia delle Entrate si riferisce alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi effettuate tra soggetti:

  • residenti;
  • stabiliti;

È escluso dall’obbligo, quindi, chi effettua operazioni nei confronti di non residenti.

Ma l’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica tra privati non elimina del tutto l’uso delle fatture analogiche che continueranno a coesistere con la fattura elettronica in alcuni casi.

È comunque esonerato dal nuovo adempimento, per espressa previsione normativa, chi applica il regime:

  • forfettario ex commi 54-89, art. 1, legge 190/2014
  • di vantaggio ex commi 1 e 2, art. 27, decreto legge 98/2011
  • speciale di esonero agricolo ex articolo 34, comma 6 del D.P.R. 633/72.

Le fatture elettroniche emesse nei confronti dei consumatori finali sono rese ad essi disponibili dai servizi telematici dell’Agenzia delle entrate; una copia della fattura o in formato elettronico o in formato analogico sarà messa a disposizione del privato consumatore direttamente dal cedente o prestatore, in altri termini, da chi emette la fattura.

I consumatori finali possono, comunque, rinunciare alla copia elettronica o a quella analogica della fattura.

Riassumendo:

Fattura elettronica 2019
È  obbligato – chi effettua cessioni di beni e prestazioni di servizi a soggetti residenti o stabiliti nel territorio dello Stato
Non è obbligato  – chi applica il regime forfettario                                                      – chi applica il regime di vantaggio                                                 – chi applica il regime speciale di esonero   agricolo                                                                  – chi effettua cessioni di beni e prestazioni di servizi nei confronti di non residenti

 

Flavio Carlino, Dottore Commercialista e Avvocato a Racale

Dal punto di vista operativo, la fatturazione elettronica prevede lo scambio di dati anagrafici tra operatori ai quali si aggiunge un codice destinatario (o altrimenti denominato univoco) composto da 7 caratteri alfanumerici che va comunicato ai fornitori per riceverne le fatture ed indicato nella fattura emessa nei confronti del cliente. Questo dato, insieme ai dati anagrafici, viene comunicato, attraverso un altro e differente codice, denominato Qr-Code, ai fornitori, i quali attingeranno da esso tutti i dati da inserire nella fattura elettronica. In sostanza, il codice univoco serve a far confluire il flusso di dati delle fatture passive ed attive, che assumerà il formato xml, in un unico canale denominato Sistema di Interscambio. La fattura elettronica può essere inviata o ricevuta, anche tramite posta elettronica certificata, ma l’utilizzo di essa è sconsigliato rispetto al codice univoco in quanto la scelta della pec obbligherebbe chi riceve la fattura ad aprire costantemente la pec per verificare la consegna delle fatture e chi la emette ad inviare le fatture una per una ai diversi indirizzi di posta elettronica. Si provi ad immaginare cosa succederebbe a chi ha un flusso in entrata ed in uscita di migliaia di fatture.

Insomma, un altro bel regalo natalizio della nostra amatissima Agenzia delle Entrate, il Messia, come amo definirla, che tutto può e tutto dispone.

Ma c’è da chiedersi: cosa abbiamo in meno dei francesi?

Flavio Carlino