CAVALLINO (Lecce) – “I territori di Cavallino e Lizzanello hanno già pagato un prezzo troppo alto in termini di impatto ambientale, la Regione Puglia pensi a bonificare l’area prima di realizzare altri impianti come previsto dal nuovo Piano regionale dei rifiuti” tuona il consigliere regionale del M5s Cristian Casili, riguardo la scoperta di manganese, altri metalli pesanti e sostanze cancerogene oltre i limiti di legge, nella falda in prossimità della discarica di Cavallino. Sulla vicenda Casili ha presentato un’interrogazione all’assessore all’ambiente, Giovanni Stea.

“La contaminazione dell’area era conosciuta da tempo agli enti competenti ed è assurdo che non siano mai stati presi provvedimenti” continua il consigliere pentastellato, che evidenzia come dai campionamenti effettuati da Arpa nel corso degli ultimi anni risultava che erano state più volte superate le soglie massime di contaminazione di Toc Carbonio Organico Totale (negli anni 2009, 2010, 2016, 2018), di Tetracloroetilene (2009, 2010), Ferro (2014, nel 2016 era pari al doppio nel pozzo 5 a Le Mate) e di metalli pesanti quali Zinco (2013), Nichel (2014, 2016, 2017, 2018), Manganese (2016, 2017, 2018). Risultavano aumentati nel tempo anche i valori del benzoapirene.

“Nonostante nel corso degli anni siano emersi questi sforamenti – prosegue il consigliere – allo stato attuale non è stata ancora attivata la procedura di caratterizzazione del sito, al fine di provvedere all’eventuale bonifica dello stesso. Ancora non è stato neanche convocato, da parte della Provincia di Lecce, il tavolo tecnico sullo stato di inquinamento del sito, anche al fine di provvedere, come richiesto da Arpa, ad estendere i controlli anche ai pozzi privati intorno alla discarica. È evidente che in questa situazione, prima di pensare ad un impianto pubblico di compostaggio con una potenzialità pari a 40.000 t/a, come previsto dal Piano regionale dei rifiuti, urge un attento monitoraggio ambientale del territorio e, in secondo luogo, a valutazioni ambientali approfondite in sede di rilascio di nuove autorizzazioni.

Per queste ragioni ho chiesto un’interrogazione all’assessore Stea – conclude Casili – al fine di capire quali azioni intendano adottare per garantire il rispetto della prescrizioni a tutela dell’ambiente e della salute pubblica; quali siano gli esiti degli ultimi monitoraggi condotti da Arpa presso il sito; quali interventi intende adottare la Regione Puglia al fine di garantire che, qualora sia confermato il  superamento  dei  valori  limite degli inquinanti, si proceda alla caratterizzazione dell’area ai fini degli  eventuali interventi di bonifica e ripristino ambientale”.