di Gaetano Gorgoni

LECCE – Dopo le scintille in Commissione Bilancio di ieri, il sindaco Carlo Salvemini ha voluto incontrare la stampa per rispondere a tutte le domande sulla manovra del Comune 2018-2033. I “numeri politici” della maggioranza non ci sono più, Prima Lecce si è astenuta ieri confermando di far parte dell’opposizione, ma prima di gettare la spugna Carlo Salvemini vuole rimettere i conti in ordine. Il disavanzo del Comune di Lecce al 31 dicembre 2018 ammonta a 72.935.074. La spiegazione è semplice: il Comune ha speso più di quello che entrava, perché faceva affidamento su presunte entrate derivanti dalla lotta all’evasione e da tributi da riscuotere. L’incertezza di quelle entrate contrapposta alla necessità di garantire stipendi, pagamenti e sopravvivenza Lupiae. Sarà una “manovra lacrime e sangue” per usare un’espressione che abbiamo conosciuto nell’era Monti. Aumenterà l’Irpef dello 0,1%, aumenterà la Tosap, chi usufruisce di passi carrai dovrà pagare e ci sarà una dura lotta all’evasione fiscale. Anche i consiglieri comunali subiranno un taglio del 10 per cento degli stipendi (cliccate sull’immagine per ascoltare le dichiarazioni ndr).

Sul piano politico Salvemini è pronto a tutte le eventualità: sa che la maggioranza non può bocciare il provvedimento nel Consiglio comunale del 7 gennaio, ma sa anche che l’anatra è zoppa e che probabilmente, subito dopo, si tornerà al voto. Come già anticipato ieri il Comune ha deciso di non accedere al Fondo di rotazione: si tratta di soldi che vengono prestati dal Ministero e che poi devono essere restituiti in dieci anni. La manovra del governo romano ha permesso di garantire maggiori incassi a Lecce: un recupero di liquidità di circa 28 milioni complessivi. Ieri il provvedimento è passato in Commissione Bilancio a maggioranza. Carlo Salvemini polemizza con la parte dell’opposizione che l’ha bocciata. Il sindaco replica alle affermazioni di ieri di Paolo Perrone, che definiva il predissesto come uno spot dell’amministrazione. “Chi sostiene questo attua un meccanismo di rimozione – attacca Salvemini – Comprendo che lasciare tutti questi debiti generi vergogna, dopo aver detto che si era lasciato un ‘bilancio inattaccabile’. Vengo accusato di avere il coraggio di fare scelte che non producono consenso: lo faccio perché sento mie le parole del presidente Mattarella. Bisogna governare con responsabilità”.

”È una manovra che non genera applausi, ma che affronta i problemi senza nascondere la polvere sotto il tappeto” – spiega il vicesindaco Alessandro Delli Noci. Il disavanzo non è fisiologico per gli uomini al governo della città: “sono state dette bugie sui conti da parte dei precedenti amministratori”. Poi, la puntualizzazione di Salvemini: “La manovra non è stata costruita calcolando le eventuali entrate derivanti dalla lotta all’evasione”. Non vengono prese in considerazione cifre non sicure e per 15 anni nulla si muoverà senza l’assenso della Corte dei  Conti. È il preludio di nuovi sacrifici per la città.