NARDÒ (Lecce) – Accecato dalla gelosia, picchia e minaccia per anni la moglie, arrivando persino a costruire un bastone munito di chiodi per “torturarla” ulteriormente. Un vero e proprio incubo per la donna, che nelle scorse settimane ha trovato la forza di raggiungere gli uffici della polizia e denunciare il marito, per il quale è scattato il divieto di allontanamento dalla casa familiare.

La triste vicenda giunge da Nardò, dove gli agenti del locale commissariato hanno eseguito il provvedimento cautelare nei confronti di un 75enne del posto. La vittima è invece una 70enne, che a metà dello scorso mese di dicembre si è presentata presso gli uffici di polizia, con varie escoriazioni ed in evidente stato di agitazione.

La donna, immediatamente tranquillizzata dai poliziotti e ricevute le cure mediche, ha quindi avuto il coraggio di raccontare agli agenti il dramma che da anni viveva all’interno delle mura domestiche, a causa delle violenze psico-fisiche procuratele dal marito. Maltrattamenti e percosse che andavano avanti da anni.

Le indagini dei poliziotti del commissariato neretino, coordinati dal dirigente Pantaleo Nicolì, hanno così svelato un dramma familiare fatto di violenze, soprusi e vessazioni, sino a raggiungere le minacce di morte e terrorismo psicologico.

Un marito violento e ossessionato dalla gelosia che, in preda ai fumi dell’alcool, picchiava la moglie minacciandola di morte. Tra gli ultimi episodi di violenza, anche la circostanza di aver lasciato la tapparella di una delle finestre di casa socchiusa, costituendo così, a dire dell’uomo, un segnale per altri uomini.

Durante la perquisizione nell’abitazione del 75enne, gli agenti hanno rinvenuto, sotto il letto, un bastone di legno della lunghezza di 60 centimetri, munito di 13 chiodi conficcati e con le estremità tranciate, per rendere la punta particolarmente acuminata.

Un vero e proprio strumento di tortura, che il marito violento si era recentemente fabbricato, che è stato sequestrato insieme ad un coltello da cucina a punta.

L’uomo, pertanto, è stato sottoposto al provvedimento cautelate di allontanamento urgente dalla casa familiare, con divieto di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla parte offesa e rispettando la distanza di metri 300 , perché ritenuto responsabile dei reati di maltrattamenti contro familiari e conviventi e lesioni personali aggravate. L’uomo è difeso dall’avvocato Tommaso Valente.