LECCE – “E’ stata organizzata per domenica 6 gennaio, la festa cristiana che vuole ricordare l’arrivo dei Re Magi che erano partiti dall’Oriente per conoscere ed onorare Gesù Bambino, una marcia del Coordinamento leccese dal titolo “Sicuri di Essere Umani” contro il Decreto Sicurezza, cui hanno aderito una alcune associazioni che abbracciano una serie di realtà laiche come le immancabili Coop, associazioni antirazziste, la Caritas, la Cgil, l’Anpi, l’Arcigay, ma anche associazioni di Curia in rappresentanza dei Vescovi di Nardò, Ugento e Lecce. Lo dichiarano in una nota i consiglieri di opposizione Alberto Russi e Giordana Guerrieri.

“La manifestazione – proseguono – terminerà in Piazza Duomo davanti al presepe artistico con il placet della curia leccese, che autorizzerà lo svuotamento del presepe perché il “decreto sicurezza porterebbe all’espulsione anche di Gesù e dei Re Magi”.

Troviamo poco opportuno che il mondo curiale si faccia strumento di chi evidentemente non conosce il Vangelo e che strumentalizza una festa religiosa, quale quella dell’epifania, per fare propaganda ideologica.

Difatti, chi ha organizzato l’evento forse non sa, perché cristiano non è, che Gesù e i Re Magi non erano richiedenti asilo. Anzi, San Giuseppe e Maria andarono a Betlemme, dovendo affrontare un lungo e faticoso viaggio, per adempiere alla volontà dell’Imperatore Romano che aveva voluto il censimento di tutti gli abitanti dell’impero. Quindi si può dire che anche in questo caso, Gesù insegna l’obbedienza e non la sovversione. De plano si risolve la questione dei Re Magi che essendo Re, poco potevano essere confusi con immigrati che chiedevano asilo per ragioni umanitarie.

Chiediamo quindi alla Curia leccese di non prestare il fianco a strumentalizzazioni politiche, lasciando inalterato il Presepe per quei turisti e cittadini leccesi che in un giorno di festa religioso vogliono fargli visita. Difatti, il decreto sicurezza non tocca o scalfisce i valori cristiani, ma vuole invece mettere solo ordine in un processo migratorio che necessità proprio di regole nell’interesse di tutti.

Il rischio è che valori cristiani come la solidarietà, l’accoglienza e la carità, vengano utilizzanti per scopi di puro antagonismo politico, da chi poi molto spesso poi attacca la Chiesa quando quest’ultima non si adegua al mondo.

Questo – concludono nella nota – è quanto di più abominevole ci si possa aspettare da una classe politica, ormai alla deriva, che dimentica non solo l’obbligatorietà della legge dello Stato, ma che furbescamente strumentalizza e travisa gli stessi valori cristiani”.