ROMA – Il professore leccese Carlo Foresta è tra i 30 membri non di diritto del Consiglio Superiore di Sanità. La comunicazione è arrivata in mattinata. “È il riconoscimento di tanti anni di lavoro e ricerca fatto con passione e impegno – spiega il professore – Abbiamo raggiunto importanti risultati riconosciuti a livello internazionale grazie al lavoro svolto con la mia équipe. L’obiettivo è di condividere strategie per migliorare la nostra sanità con i membri di alto spessore che sono all’interno del Consiglio”.  “Orgogliosa della scelta: rappresentano il meglio dell’Italia – ha spiegato la ministra Giulia Grillo –  Merito, competenza e trasparenza le uniche bussole. Il Paese merita valorizzazione e rilancio della scienza”. Il ruolo di spicco al vertice della sanità rappresenta un riconoscimento a livello nazionale. Il Consiglio superiore di sanità è organo di consulenza tecnico scientifica del Ministro della Salute, quindi può avere grande influenza sulle scelte governative. Il Consiglio esprime parere su richiesta del Ministro e nei casi espressamente stabiliti dalla legge, in ogni altro caso in cui le Direzioni Generali ne facciano richiesta per l’adozione di provvedimenti normativi od amministrativi e nella eventualità che l’Autorità giurisdizionale richieda la consultazione dell’Organo per decidere contenziosi. Il Consiglio svolge anche funzione consultiva propositiva.

CHI È CARLO FORESTA

Il professor Carlo Foresta è uno di quei leccesi di grande talento nel campo della medicina costretti a emigrare al nord per investire sulla propria professione. Frequenta Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Padova nel 1970, laureandosi nel luglio 1976 con 110/110 e lode. Nello stesso anno consegue l’Abilitazione alla professione di Medico Chirurgo. Poi si specializza in endocrinologia e Andrologia. Svolge attività didattiche dal 1976 in Corsi di Laurea di Medicina e Chirurgia. Dal 2015 è Direttore della UOC Andrologia e Medicina della riproduzione dell’Azienda Ospedale Università di Padova. Oltre ad essere di origini leccesi è anche cittadino onorario di Lecce. Il professore da anni fa parlare di sé e della sua équipe in tutto il mondo per le sue ricerche e per le sue scoperte in campo andrologico. Inoltre Carlo Foresta è impegnato da anni in attività di ricerca e beneficenza con la Fondazione Foresta.

LE DICHIARAZIONI DAL MINISTERO DELLA SALUTE

“La selezione, laboriosa e meticolosa, ha privilegiato personalità di chiara fama, inseriti tra i ‘Top Italian Scientists’ con alta reputazione internazionale sulla base dei contributi scientifici pubblicati, del numero di citazioni e dell’impatto che questi lavori hanno avuto nel progresso clinico-scientifico mondiale – dichiara il ministro. – Orientamento politico, religioso, preferenze personali non rientrano in questi sistemi di valutazione”.

Dopo l’insediamento dei 30 membri, il Css deciderà il nuovo presidente che sarà, specifica il ministro: “Un nome condiviso, di prestigio e che interpreterà pienamente l’alto mandato scientifico del Consiglio”.

Il ministero della Salute ha molti progetti in corso d’opera e molte sfide da affrontare con l’obiettivo di rilanciare e valorizzare pienamente la ricerca scientifica del nostro Paese e il Css giocherà un ruolo attivo nella consulenza per le decisioni strategiche.

“Sono stati reclutati scienziati italiani di fama mondiale nell’ambito delle neuroscienze, dei trapianti di cellule staminali, dello studio di malattie rare. Esperti di scienze omiche (in particolare genomica e proteomica) immunologi e virologi, tra i quali un membro della Commissione Nobel. Ben 4 di loro sono italiani che hanno lasciato il nostro Paese per vari motivi e lavorano oramai da molti anni in importanti istituzioni internazionali con funzioni dirigenziali apicali” continua Grillo.

“Nessuno meglio di loro potrà dare un contributo sostanziale nel rilanciare la ricerca competitiva dell’Italia nello scenario internazionale, suggerire le tecnologie diagnostico-terapeutiche necessarie su cui investire, proporre modelli di organizzazione, suggerire linee di ricerca traslazionale con ricadute certe sul Ssn. Infine per gettare i semi necessari a ricostituire gruppi di ricerca competitivi capaci di formare i nostri giovani scienziati e attrarre i migliori dall’estero. Il futuro è nella valorizzazione della ricerca”, conclude il ministro della Salute.

Particolarmente importante in questo processo di selezione il ruolo del sottosegretario alla Salute con delega alla Ricerca, prof. Armando Bartolazzi: “È di fondamentale importanza modernizzare il SSN e le strutture sanitarie afferenti e portare una visione rinnovata. Per questo motivo nel nuovo Css ci saranno competenze in Computer Science e bioinformatica, accanto all’epidemiologia, l’Immunologia, l’Igiene, la prevenzione Oncologica  e allo studio sulle malattie croniche non trasmissibili soprattutto legate all’invecchiamento della popolazione, unitamente ad esperti di rilevanza mondiale in ambito di farmaci innovativi e terapie cellulari (Car-T e cellule staminali) – spiega – Il ministro ha ritenuto poi necessario acquisire nell’ambito del Css, competenze specifiche in ambito giuridico ed economico”.

Tra le personalità selezionate figurano alcuni autorevoli scienziati già presenti nel precedente Consiglio ai quali il ministro ha rinnovato l’incarico.

Così puntualizza ancora il sottosegretario: “Purtroppo alcuni di questi, tra i quali il Prof. Alberto Mantovani avevano da tempo rassegnato le dimissioni a causa dei numerosi impegni internazionali”.

Ecco l’elenco dei 30 nuovi membri non di diritto del Css:

 

Prof. Sergio ABRIGNANI Ordinario di Patologia Generale – Università di Milano
Prof. Adriano AGUZZI Direttore dell’Istituto di Neuropatologia di Zurigo
Prof. Mario BARBAGALLO Ordinario di Geriatria – Università di Palermo
Prof. Mario Alberto BATTAGLIA Ordinario di Igiene e Salute Pubblica – Università di Siena
Prof. Luca BENCI Docente di diritto sanitario – Università di Firenze
Prof. Renato BERNARDINI Ordinario di Farmacologia – Università di Catania
Prof. Giuseppe CAMPANILE Ordinario di Scienze e Tecnologie Animali – Università “Federico II” di Napoli
Prof. Claudio COBELLI Ordinario di Bioingegneria – Università di Padova
Prof. Giulio COSSU Ordinario di Medicina Rigenerativa – Università di Manchester
Prof. Giuseppe CURIGLIANO Prof. Ass. di Oncologia Medica – Università di Milano
Prof. Bruno DALLAPICCOLA Direttore Scientifico dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù
Prof. Domenico DE LEO Prof. Ordinario di Medicina Legale – Università di Verona
Prof.ssa Paola DI GIULIO Prof. Ass. di Scienze Infermieristiche – Università di Torino
Prof. Marco FERRARI Ordinario di Malattie Odontostomatologiche – Università di Siena
Prof. Carlo FORESTA Ordinario di Endocrinologia – Università di Padova
Prof.ssa Silvia GIORDANO Ordinario di Istologia – Università di Torino
Prof. Andrea GIUSTINA Ordinario di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo – Università S. Raffaele di Milano
Prof. Andrea LAGHI Prof. Ordinario di Radiologia – Università La Sapienza di Roma
Prof. Franco LOCATELLI Direttore Dip. di Onco – Ematologia Pediatrica dell’Ospedale Bambino Gesù
Prof. Francesco LONGO Prof. Ass. Dip. Analisi Politiche e Management Pubblico – Università Bocconi di Milano
Prof. Vito MARTELLA Prof. Ordinario di Malattie Infettive degli animali domestici – Università di Bari
Prof.ssa Maria G. MASUCCI Prof.ssa Ord. di Virologia – Karolinska Institute di Stoccolma – Membro Commissione Nobel
Prof. Marco MONTORSI Rettore dell’Università HUMANITAS
Prof. Paolo PEDERZOLI Prof. Ordinario di Chirurgia Generale – Università di Padova
Prof. Giuseppe REMUZZI Direttore dell’Irccs  “Mario Negri” di Milano
Prof. Camillo RICORDI Prof. di Chirurgia e Medicina dei Trapianti cellulari – Università di Miami (USA)
Prof. Massimo RUGGE Prof. Ordinario di Anatomia Patologica ed Oncologia – Università di Padova
Prof. Giovanni SCAMBIA Direttore Scientifico Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs Univ. Cattolica
Prof. Fabrizio STARACE Direttore Dip. Salute Mentale e Dipendenze Patologiche – AUSL di Modena
Prof. Paolo VINEIS Prof. Ordinario di Epidemiologia – Imperial College di Londra