LECCE – “Una città è protagonista in ogni contesto quando ha costruito una coscienza di sé, della sua identità e del suo ruolo nella storia e nel mondo. E quando sa proiettare e tradurre questa consapevolezza in progettualità e futuro, senza cadere nel tragico errore dell’estemporaneità”. Lo dichiara il candidato sindaco del Centrodestra, Saverio Congedo.

“Quando si parla di cultura e della politica culturale di una città – prosegue – spesso si rimane vittima di un grosso equivoco, soprattutto in una città ricca di storia e di bellezza come Lecce. Si sprecano parole come ‘visione culturale’, o come la tanto abusata ‘valorizzazione’, ma in realtà si fa quasi sempre riferimento a come ‘vendere la città ai turisti’. Questo però non è ‘fare cultura’, ma ‘fare turismo’.

Il turismo è una importante risorsa economica per una città come la nostra, e sicuramente deve essere per Lecce un volano. Ma cultura e turismo non sono sovrapponibili. La cultura può anche essere veicolo, strumento per il turismo, ma questo non deve diventare il suo fine ultimo. Vi è la stessa differenza che passa tra “l’essere” e “l’apparire”, e Lecce deve prima e innanzitutto “essere”, e solo dopo anche “apparire”.

Lecce deve acquisire consapevolezza della sua storia e del suo ruolo. E, se avrò l’onore e la responsabilità, di essere Sindaco farò in modo che ciò avvenga perseguendo come principali obiettivi:

– la conoscenza e lo studio da parte di tutti i leccesi, dai 6 anni in su, della nostra storia millenaria, creando un intreccio di collaborazioni virtuose tra le scuole, le associazioni, le imprese, i teatri stabili, l’Università e tutti gli enti, e utilizzando i più raffinati e contemporanei strumenti tecnologici a disposizione.

– l’apertura quotidiana di tutti contenitori culturali, con viste guidate, eventi ed attività. Alcuni di essi sono chiusi da due anni, e questo è diventato inaccettabile. Gli ostacoli devono essere affrontati e superati. Il Must, Palazzo Vernazza, Palazzo Turrisi, i teatri (anfiteatro, teatro Romano, Teatro Apollo, Teatro Paesiello), i siti archeologici (ad es. Rudiae che ha all’interno un teatro antichissimo e dove ci sono le radici della nostra Lecce), il castello Carlo V, gli Agostiniani, i Teatini, solo per citarne alcuni, devono essere frequentati dai nostri bambini e da noi, e diventare le nostre perle per i turisti. In accordo e con la collaborazione della Soprintendenza, ogni contenitore culturale deve riaprire le porte e diventare “casa” di tutti i leccesi.

– pubblicazione annuale di un bando per la raccolta di proposte di attività culturali e di spettacolo da realizzare negli spazi e nei contenitori del Comune, mutuando alcune buone pratiche da altre realtà o enti. Calibrerò questa iniziativa su attività che abbiano come obiettivo, non semplicemente quello di vendere cultura, ma prima ancora quello di costruirla e trasmetterla. Il bando sarà destinato a tutti gli artisti locali, alle associazioni, e a tutti coloro che sanno “generare” cultura. Farò di tutto affinché sia già pubblicato un bando per le attività della prossima estate.

Nel circuito degli spazi da visitare e da “vivere” aggiungerò, creando delle collaborazioni con altri enti e anche con i privati: i parchi, i palazzi e le dimore storiche con i loro giardini, le biblioteche pubbliche e private e i musei privati che vorranno collaborare.

Dal punto di vista del finanziamento di questa operazione, sarà come sempre fondamentale la collaborazione pubblico-privato. Ci sono molti strumenti giuridici-contrattuali a disposizione. Ci sono fondazioni, banche e fondazioni di banche disposte a finanziare i grandi progetti, e ci sono enti ed associazioni pronte a condividere la gestione dei contenitori, in modo che siano sempre aperti, come in tutte le città d’arte del mondo (l’abbazia di Cerrate è un esempio virtuoso).

Questo deve essere il filo, la visione, che condurrà prima noi a conoscere e vivere Lecce, la nostra storia, la nostra arte e la nostra cultura, e poi a farla conoscere e vivere agli altri.

Un patrimonio che va adeguatamente messo a valore, culturale, identitario e anche economico.

Lecce tra la storia e il futuro, attraverso la conoscenza e la consapevolezza. Questa – conclude Congedo – sarà la cifra della mia visione di Lecce – città di cultura”.