LECCE – L’avvocato Gian Gaetano Caiaffa, già consigliere del COA, rinfocola le polemiche sulle elezioni dell’ordine degli  avvocati: “Quale decano  (non eletto) tra tutti i candidati, mi preme sottolineare l’apprezzabile successo dell’aggregazione sui programmi  costituitasi tra Alleanza per l’Avvocatura Salentina e i giovani colleghi di Avvocatura di Base. Il Gruppo a quattordici, ivi compreso il sottoscritto, non ha indicato, nel rispetto della legge, neppure in maniera sottintesa, il nome del Presidente del Consiglio dell’Ordine ed ha chiesto  il voto per cambiare a vantaggio esclusivo della trasparenza, della legalità e della democrazia pluralista. Le due aggregazioni vittoriose, al contrario, hanno sostanzialmente omesso di indicare i programmi e, entrambe senza equivoci, hanno designato in anticipo, vale a dire sin dalla data di scadenza delle prime candidature, il nome del Presidente: “Sfida tra De Mauro ed Altavilla” si legge sulle testate giornalistiche.

Con particolare gravità, poi, l’aggregazione di provenienza “ordinistica” e di riferimento alla Presidente Altavilla, ivi compresa essa stessa, si é raggruppata con i colleghi ineleggibili. Frattanto la nuova Commissione Elettorale, partorita dopo il sospettoso azzeramento di quella originaria, pur pienamente legittima, ha prima ritenuto candidabili e da ultimo eleggibili i sei colleghi in aperto contrasto con l’art. 9, comma 5 della legge n°113 del 2017 e con la successiva n° 12/2019, per nulla paralizzate dalla nota rimessione alla Corte Costituzionale da parte del giudice domestico C.N.F., dotato della giurisdizione ma sin dall’origine non del tutto imparziale e, come tale,  “iudex suspectus”.

Insomma un vero e proprio cortocircuito con “una conflittualità che non appartiene alla storia del nostro foro”, siccome si rammarica  l’autorevolissimo collega che ha ritenuto opportuno rinunciare ai mandati. Consegue da tutto ciò,  e sono in corso approfondimenti sul punto, la nullità/annullabilità delle intere votazioni persistendo ancora oggi “falsato il risultato” elettorale per effetto della illegittima ammissione degli incandidabili e pur rimanendo tale dopo il probabile subentro dei primi sei colleghi non eletti. Ed infatti, il voto da “trascinamento” dell’8 e 9  correnti  sulla “Sfida tra De Mauro e Altavilla”, ha sostanzialmente alterato il risultato definitivo delle votazioni, dopo una “gara” illegittima e viziata ex ante da “falsa partenza” dovuta alla incandidabilità della seconda tra i due concorrenti alla presidenza: con profondo vulnus sullo spirito e sul testo della legge n° 113 del 2017 ma, prima ancora, sul contrasto con  gli artt. 48 e 51 della nostra  Costituzione, democratica e repubblicana”.