LECCE – Massimo Fragola scende nuovamente in campo dopo essere stato il “consigliere scomodo” che criticava Salvemini dall’interno. Andare Oltre torna nel centrodestra insieme a Prima Lecce. Ecco le idee su cui punta il candidato.

Andare Oltre oggi sostiene Saverio Congedo. C’è molta delusione per la passata esperienza?

“L’ultima tornata elettorale ha avuto il pregio di rottamare una larga fetta di potere a Lecce, dando il via a quel cambiamento che noi di Andare Oltre abbiamo inseguito negli anni.
Purtroppo però Lecce non ha potuto cogliere l’occasione e l’esperienza shock di Salvemini è stata un dramma. Non sono bastati i ‘Ritorni a bordo, cazzo!’ per riportarlo al suo posto. Su temi importanti come Lupiae, manutenzione stradale, aiuto ai poveri, l’ex sindaco si è rivelato debole e incapace di avviare un dialogo costruttivo. Le foto che lo vedevano seduto a terra ad ascoltare come un capo tribù sono state smentite dalle urla dei leccesi in difficoltà.
Non basta sedersi a terra. Tutt’altro: bisogna alzarsi e correre, lavorare, fare le cose, centrare i risultati.
L’ex sindaco invece, proprio come il più noto rottamatore Matteo Renzi, ha predicato bene ma ha razzolato male, dedicandosi molto a trasformare il polo civico in una forza di sinistra e poco ai bisogni dei cittadini. Così Salvemini ha ucciso il civismo riportando la scelta su una divisione netta e ideologica: da una parte la sua sinistra e dall’altra la destra di Erio Congedo”.

Qual è il primo intervento da fare a Lecce?

“Bisogna mettere in sicurezza le strade, subito. Ma dall’istante dopo occorrerà agire a sostegno ai deboli e per mitigare il traffico, che sta avvelenando i nostri bambini. Sono temi urgenti e devono essere affrontati da subito, perché molto complessi.
All’inizio dello scorso mandato, Andare Oltre ha proposto un taglio delle indennità finalizzato alla creazione di un fondo speciale a sostegno delle famiglie povere. Un provvedimento che è stato (nei fatti) boicottato… d’altronde a Palazzo, quando si parla delle indennità dei consiglieri è sempre un problema. Basti pensare alla lite tra l’ex sindaco e Lecce Bene Comune, finita in carte bollate per una presunta spartizione di gettoni di presenza. Sul traffico invece… siamo all’anno zero. Occorrono infrastrutture, regole e servizi!”

Piazza Libertini va riaperta ai parcheggi in attesa che apra l’ex Massa?

“Certamente si. La città di Lecce ha bisogno di essere ripensata con urgenza e non si possono mettere in campo delle misure per fighettini a passeggio o per radical chic che vanno in giro in bicicletta solo per moda. Occorre una vera idea di città e solo dopo si potrà procedere ad una più ampia pedonalizzazione. Si tratta di interventi che certamente non si possono improvvisare coinvolgendo assessori “di grido” pescati altrove. Lecce deve parlare leccese e deve affrontare con urgenza la questione mobilità, con azioni serie.
Bisogna agire nella maniera opposta a quel che hanno combinato con le oBike!”

Quale futuro per i Teatini e per altri contenitori che giacciono vuoti? Le Mura Urbiche sono spesso chiuse e invece si potrebbero aprire alla città.

“Gli spazi culturali abbandonati rappresentano il fallimento tangibile della sinistra dei tendoni da circo e delle Corazzate Potemkin. Non è questa la nostra Lecce!
Qui abbiamo una importante industria culturale, che si lega anche al turismo, all’università, all’industria cinematografica. Bloccare queste strutture per motivi che non ci è dato sapere è un danno verso quei giovani che hanno studiato e che invece di cogliere al volo opportunità sono costretti a fare la valigia e andare altrove”.

Come dev’essere il Pug? Quali interventi si possono immaginare?

“Si parla di Pug da troppo tempo. E sono stati spesi tanti soldi senza concretizzare nulla.
Purtroppo negli ultimi due anni il sindaco dell’anatra zoppa ha azzoppato pure questo.
Invece bisogna ripartire subito perché siamo fuori tempo massimo. Il mondo è cambiato e Lecce ha bisogno di rigenerarsi. Deve trovare una nuova vocazione del territorio, sapendo che bisogna limitare al massimo il consumo di suolo e stare attenti all’ambiente e alle tasche dei cittadini. Bisogna agire con equilibrio e rimettere in moto l’edilizia e i settori collegati. Bisogna sviluppare una città policentrica, protesa verso il mare e con più servizi per le periferie ed una migliore rete del commercio locale”.

Come si possono rimettere in piedi le marine leccesi, sempre poco valorizzare e marginalizzate?

“Se Milano è stata capace di ritrovare il proprio spirito di città d’acqua, rilanciando i Navigli, non capisco perché Lecce non possa diventare la regina dell’Adriatico scommettendo su un piano strategico che rispetti l’ambiente e valorizzi i volumi edilizi esistenti.
Un’azione che si può fare e che, con la vittoria di Erio, faremo”.

Si può uscire dal predissesto?

“Certo. Bisogna aggredire gli sprechi. Su questo l’amministrazione Salvemini non ha mai lavorato, probabilmente proprio per un limite ideologico.
Occorre rivedere subito alcuni capitoli di spesa, che sono esagerati rispetto ad una città di quasi centomila abitanti. Basti pensare che le spese postali a Lecce sono 5 volte quelle di Brindisi: 1,5 milioni contro 300mila euro. Vi pare normale? A me no. Lecce ha bisogno di una spending review che faccia pulizia di parassiti d’ogni genere.

Il centrodestra può puntare a vincere al primo turno? Come bisogna comportarsi con Adriana Poli Bortone in caso di ballottaggio?

“Gli elettori di Adriana sono nostri elettori che sbagliano. Non me ne voglia la Senatrice, che ho sempre considerato e considero una risorsa per Lecce, così come è stata per il Governo Berlusconi o per il centrosinistra di Matera, ma oggi la partita a Lecce è tra Sinistra e Destra. Tra Salvemini ed Erio Congedo.
Per questo vinceremo al primo turno”.