F.Oli.

SALENTO (Lecce) – Un’istanza depositata in Corte d’appello per chiedere la revoca della misura cautelare e la rimessione in libertà o in subordine il ripristino della misura cautelare in carcere. È quanto richiesto questa mattina dall’avvocato Biagio Palamà per conto del ragazzo, residente in un comune del Basso Salento, messo alla porta dalla madre dopo che la donna ha deciso di affittare l’abitazione in cui il figlio sta scontando i domiciliari. Un’istanza, come riportato nell’atto, resasi necessaria per porre fine a una disumana e indecorosa situazione accertata anche dalle stesse forze dell’ordine.

La vicenda, raccontata nella giornata di ieri da questo sito, riguarda un ragazzo recentemente condannato a 4 anni e 2 mesi di reclusione per alcuni furti. Da febbraio si trova ai domiciliari che sta scontando in una casa di famiglia. Nelle scorse ore, però, il giovane è stato intimato ad abbandonare la casa. Deve essere affittata ai turisti nel periodo estivo e l’abitazione deve essere libera.

Tanto che è stato costretto a chiedere l’intervento dei carabinieri dopo che la madre, spalleggiata da un parente, lo ha cacciato con la forza da casa impedendogli di rientrare e costringendolo a stazionare su una piccola pertinenza dell’abitazione per evitare la contestazione di evasione.

Una situazione indecorosa; umanamente inaccettabili in quanto solo la compassione dimostrata da una vicina di casa ha consentito al ragazzo, fino a questo momento, di mangiare e di bere. E neppure la sorella lo vuole tra i piedi. Così, il suo legale, pur andando contro ogni logica difensiva, ha deciso di presentare un’istanza chiedendo che il giovane venga rimesso in libertà. O extrema ratio di trasferirlo in carcere dove, paradossalmente, avrà più spazio per muoversi con più libertà.