LECCE – Ancora accuse e veleni in Camera di Commercio. La polemica viene scatenata da Roberta Mazzotta, l’imprenditrice che rappresenta l’ala contestatrice della coalizione al comando.

“Con un vero e proprio colpo di mano il segretario generale della Camera di Commercio di Lecce, dottor Francesco De Giorgio, si è aumentato il salario accessorio: il dirigente percepisce già uno stipendio tabellare di oltre 43.000 €, cui va aggiunto il cosiddetto salario accessorio.

Per tale scopo la Camera di Commercio di Lecce aveva costituito nel 2016 un fondo di €80.000,00: ebbene, sin dal 1 gennaio 2017, tale cifra è stata portata al doppio (160.000 €) da un documento predisposto dallo stesso dirigente, senza che MAI l’organo politico della Camera di Commercio avesse assunto tale decisione.

Tale gravissima irregolarità è stata da me denunciata nella riunione odierna, in cui per l’ennesima volta Il segretario de Giorgio illegittimamente riportava quelle cifre in un documento di bilancio.

Egli, presente nella riunione, nonostante gli avessi chiesto per opportunità di non svolgere le funzioni di segretario verbalizzante, anzi partecipando alla discussione come fosse un componente di Giunta, si è difeso dicendo: “La cifra di 80.000 € nel 2016 era stata disposta per metà anno”.

Un ennesimo falso: in nessuna parte dei provvedimenti che costituiscono questo fondo di € 80.000 (la delibera di giunta numero 71 del 15 luglio 2016, la delibera di consiglio numero 6 del 29 luglio 2016) è detto che il fondo viene costituito per metà anno. D’altro canto le norme sono chiare: il fondo si costituisce per l’intero anno.

Anche i revisori sono stati “gabbati”? Infatti nel loro parere, obbligatorio per la decisione in consiglio nel 2016, registrano con soddisfazione una riduzione degli oneri, cioè delle spese per il personale, di complessivi di 88.000 €.

Peccato che di lì a qualche mese, quando il dr. De Giorgio ha predisposto il bilancio di previsione per il 2017, magicamente quegli 80.000 sono diventati 160.000.

Il tutto avviene sempre a spese delle imprese  che con loro contributo mantengono la Camera di Commercio: il danno non sono solo gli 80.000 € in più che il segretario generale si è incrementato, ma non potendosi costituire un fondo con i 160.000 € (la legge lo vieta espressamente, vedi D.lgs 75/2017 art. 23 c.2) non ha segnalato mai alla giunta e al consiglio che un atto fondamentale, la costituzione del fondo, per la prima volta nella storia della Camera di Commercio di Lecce non veniva predisposto.

Conseguenze? Le somme che la Camera di Commercio di Lecce ha corrisposto al restante personale per le cosiddette risorse variabili (circa 130.000 € l’anno) non potevano essere spese, sempre per legge.

I dipendenti dovranno restituire tali somme?

Su di loro si abbatterà anche questa tegola, oltre la dichiarazione di esubero per un numero consistente di loro, decisa anche oggi dalla Giunta camerale?

Qualcuno risponderà di danno erariale? E qualcuno di reati penali?

Infine: ho invitato più volte la Giunta a deliberare favorevolmente sulla proposta di trasmettere alla Procura della Repubblica l’intero verbale a documentazione delle gravi vicende (una normale cautela per un amministratore pubblico), ma OSTINATAMENTE i colleghi, pur riconoscendomi competenza e capacità sugli argomenti, HANNO RIFIUTATO TALE INVITO”.

LA REPLICA 

Il segretario generale ha chiarito, con il suo solito aplomb, in giunta che non esistono irregolarità e che tutto è stato vagliato e approvato dagli organi di controllo preposti, come prevede lo statuto. “È tutto perfettamente regolare. I numeri non possono essere falsi altrimenti non avrebbero ottenuto l’assenzo dell’organo competente. Non è cambiato assolutamente nulla rispetto alla previsione iniziale, che è stata approvata con il parere dell’organo di controllo. Per quanto riguarda tutti i consuntivi precedenti: 2015, 2016, 2017 sono corredati del parere favorevole dell’organo preposto al controllo per statuto. Andare a tirare fuori cose che non sono all’ordine del giorno raggiunge altre finalità. L’approvazione di cui lei parla è un documento tecnico: la parte residua viene accantonata a debito, non è stato liquidato nemmeno un euro come retribuzione di risultato da quando sono qui alla Camera di Commercio di Lecce perché si stanno completando le ricostruzioni di tutti i fondi partendo dai fondi del personale non dirigenziale. Il fondo del 2013 era di oltre 300 mila euro: ultimo certificato del personale dirigente”. 

Proprio in virtù di queste giustificazioni Roberta Mazzotta chiedeva che fosse inviato in procura il verbale della giunta: “Che problema c’era a mandare quelle dichiarazioni in procura?”.