CUTROFIANO (Lecce) – Prenderà il via giovedì 11 luglio alle 20:30 la “Passeggiata del gusto”, la prima di una serie in programma a Cutrofiano organizzate dalla pasticceria-gelateria “Dolce Arte” in collaborazione con la Pro Loco di Cutrofiano.

I partecipati saranno accolti da guide turistiche che li guideranno alla scoperta e riscoperta del centro storico del paese, da poco ristrutturato, fino al Museo della Ceramica, eccellenza locale che porta alto il vessillo di Cutrofiano come città della ceramica riconosciuta in Europa.

La passeggiata terminerà in via Garibaldi, 31, sede della “Dolce Arte”, dove gustando uno dei celebri gelati artigianali prodotti da Roberto Donno, sarà possibile dedicarsi ad un’attività ormai diventata appannaggio esclusivo dei social media che l’hanno svuotata del suo più autentico significato: condividere. Condividere i ricordi e le emozioni raccolte nel corso della visita, costruendo nuove connessioni emotive e contribuendo a tramandare la storia di un paese.

L’idea delle “Passeggiate del gusto” infatti, nasce proprio con l’intento di coinvolgere turisti e locali nel meraviglioso mondo dell’artigianato e della storia intesi come motore della cultura di un popolo.

Il racconto del territorio e il processo di innamoramento dello stesso, passa proprio alla conoscenza delle vie, delle chiese, dei palazzi, ma anche dei gusti che sono sopravvissuti allo scorrere del tempo e all’avvento della società liquida di Bauman.

Roberto Donno, ci ha raccontato la sua filosofia, le basi del progetto su cui si fonda la sua “Dolce Arte” che negli anni è diventata un punto di riferimento per tutti, tanto da essere segnalata su “Itinerari e Luoghi” come meta da visitare, e conquistare per il terzo anno un posto nella Guida del Gambero Rosso.

“Il cibo non si vende, il cibo si racconta”, ha detto Roberto Donno nel corso di una lunga chiaccherata iniziata con una domanda sui gusti di gelato presenti in quella che lui con orgoglio definisce la sua puteca, e terminata con un coinvolgente scambio di idee sulle radici e l’identità del Salento, che si nutre di emozioni e che la “Dolce Arte” coltiva e promuove attraverso le sue geniali produzioni.

Oltre quindi ai classici gusti, da “Dolce Arte” si potrà chiedere un gelato alla frisa o alla pupunedhra (menoncella), chi preferisce il fior di latte, potrà optare per il fiocco di neve preparandosi però al gusto intenso del latte di capra rigorosamente a km 0, e gli spiriti indomiti potranno invece osare con il gusto pizzica, chi vuole mantenere saldo il rapporto con la tradizione, apprezzerà il gusto capasa.

Nomi affascinanti per gusti che raccontano l’identità del popolo salentino e che Roberto Donno spiega con orgoglio e semplicità, facendo venire l’acquolina in bocca e aprendo cassetti segreti della memoria.

“Il gusto pizzica è un cioccolato extra dark con peperoncino, un gusto all’apparenza semplice – ha spiegato Roberto Donno – ma dietro c’è un racconto, il racconto della pizzica, concluso dopo anni di lavoro e sperimentazione: nella pizzica si viene avvolti dal ritmo della ronda, poi lo stesso ritmo arriva ai piedi che non riescono a stare fermi e parte la danza. Ecco, il gusto pizzica parte con il sapore del cioccolato extra dark, poi il palato viene leggermente pizzicato dal peperoncino, ma non tanto, il necessario perché si abbia voglia di assaggiarne ancora, invogliando così a mangiare farsi pizzicare.”

Il gusto capasa invece è un tripudio di prodotti locali: un gelato alla mandorla tostata di Toritto con variegatura ai fichi e mandorle della copeta.

Ma non solo, Roberto Donno ha dato vita ad una gustosa serie di gelati gourmet, come ad esempio il sorbetto ai pomodori scattarisciati, che servito in abbinamento con un buon vino, grazie alla sua consistenza in contrapposizione col gusto, risveglia la memoria.

“La tavola è memoria e il cibo è il Caronte delle emozioni”, ama ripetere Roberto Donno, che dopo l’Istituto Alberghiero ha seguito con passione e dedizione la sua grande passione per la cucina specializzandosi nell’alta pasticceria fino a quando, quattordici anni fa, ha deciso di mettersi in proprio aprendo la sua “Dolce Arte” con un’idea ben precisa: trattare il territorio come risorsa da custodire e non da sfruttare perché solo custodendo il nostro territorio sarà possibile portare sviluppo economico e sociale.

In 25mq, la “Dolce Arte” ospita ben 36 gusti di gelato ed è oggi un punto di ritrovo per adulti e bambini, ma anche per adolescenti, che attraverso i gelati e i racconti di Roberto Donno riscoprono la loro identità e si concedono il dono prezioso del tempo trascorso in compagnia e condiviso davanti ad un gelato.

Memoria, passione, tecnica non bastano a spiegare il successo della “Dolce Arte”, per capire realmente l’amore e la filosofia che sono colonne portanti di questa attività, bisogna varcare la soglia del locale, respirarne l’odore, curiosare tra i gusti e… ascoltare. Ascoltare Roberto Donno, riflettere sull’umiltà disarmante di un grande artigiano che ha scelto la sua terra, la sua famiglia, la sua identità.

Claudia Forcignanò