di Flavio De Marco

Tema di attualità, va fatta chiarezza: la censura su facebook (considerato anche dalla Corte di Cassazione, organo di stampa) e instagram di Casapound e Forza Nuova. Due realtà, queste, per chi conosce i pulviscoli della destra italiana ed europea assai diverse tra loro, credetemi. I primi, ossia Casapound ha una storia ben diversa dal movimento di Roberto Fiore, entrambi magari esibiscono il saluto romano durante una manifestazione (andando incontro al reato di apologia del fascismo), ma, sono molto diversi tra loro. Personalmente credo che Casapound più che come un partito politico agisca come un movimento di natura sociale ed i suoi riferimenti culturali sono legati alla tradizione della destra europea anti-borghese, molto simili a quelli dell’ex Fronte della Gioventù, con l’aggiunta di una matrice più “operativa” ed anche più artistica, ecologica e ludica. Non tralasciamo il credo sportivo che questa organizzazione mette in atto nelle sue componenti oltre alle attività di sostegno sociale per i meno abbienti: raccolta alimentare, aiuto ai meno fortunati (italiani in primis) e via dicendo. Per la politica estera, a mia memoria, vi è il sostegno all’esercito regolare siriano che combatteva e combatte contro Isis. Chi può dire che talune di queste cause siano ignobili?
Su Forza Nuova voglio essere molto più esemplificativo: è un movimento di estrema destra e basta, spesso balzato alle cronache per fatti poco edificanti, legati all’integralismo cattolico e di matrice borghese.
Quanti like o followers ha totalizzato Casapound? Tanti, tantissimi, ma non sono voti. Questo bisogna chiarirlo: nel mondo reale i voti si prendono in base alla realtà politica, al sistema elettorale, agli “scambi” che spesso sono, fortunatamente, “pizzicati” dalla magistratura, dalle condizioni ed anche dai gruppi di pressione mediatica ed associativa.
Non è che se un leader politico prende like, automaticamente quel “bottino” si trasforma in consenso elettorale. Ecco spiegato perché certi personaggi vivono e vivranno sempre nella realtà del virtuale e mai in quella dove occorre sentire il “sangue e lo sperma” per dirla con Nietzsche. I voti, ad esempio, in Italia, li prende la Lega, oggi, essendo il partito italiano più suffragato in Europa. Che si fa? Censuriamo migliaia di esponenti del partito di Salvini? Impediamo loro di esprimersi pur avendo giocato al gioco istituzionale?
ERRORE DI NATURA SOCIOLOGICA
Ditemi quando la censura mediatica o la censura nel suo complesso ha prodotto risultati apprezzabili verso il gruppo che si intenda censurare. Ciò vale come principio generale: si possono censurare singoli casi ma non un movimento di opinione che piaccia o non piaccia ha acquisito numerose adesioni di idee e di pensiero. Affrontare dialetticamente le parti, questa è la sfida, oppure bisogna tornare allo scontro ideologico nelle piazze, come nel 1968 quando in California gli studenti estesero una protesta planetaria per protestare contro la censura di regimi illiberali? O farsi schiacciare dai carri armati come accadde agli studenti di Budapest in piena guerra fredda?
Davvero si crede che certe idee o certe azioni possano tramontare? A queste organizzazioni oggi viene impedito tutto se vengono censurate, anche un ritrovo per una raccolta alimentare, la discussione su un libro di Spengler o di Veneziani,  o l’adesione alla raccolta delle macerie come nella terribile evenienza del terremoto ad Amatrice.
Quindi, la repressione non porta mai alcun risultato: è la cultura che fa la differenza, il confronto e l’analisi. Poi se si commettono dei reati, si isolano e si contrastano e ciò vale come principio generale nella complessità sociologica dell’era attuale.
POLITICA E CULTURA
Scontato che alla illegalità non vanno fatti sconti, proseguirei con il ragionamento. Una nota storica: anche Togliatti ed i suoi alleati dette ai fascisti cattivi la possibilità di esprimersi nell’arco istituzionale, nell’immediato secondo dopoguerra proprio per evitare rivoli di violenza incontrollata e da qui anche di esprimersi attraverso la stampa. Una cosa è la politica ed una cosa è la cultura: in Italia ed in tutta Europa, soffia un vento di destra di portata storica. Poi, se con vari colpi di mano o in punta di diritto costituzionale un partito governa senza passare dal consenso è solo un elemento transeunte: il vento di destra e di estrema destra soffia in Germania, nei Paesi dell’Est, come in Italia. Meglio un approccio culturale al fenomeno, meglio affrontare i temi nella propria complessa realtà, poiché, chi animato dall’entusiasmo e dall’incultura esulta alla chiusura di voci “diverse” non comprende che vi sono pentole a pressione pronte ad esplodere laddove vengono lasciate in questo stato di cose. Chi oggi esulta ad un provvedimento simile, non comprende che le idee, specialmente se vantano qualche riferimento importante, difficilmente si sopiscono, non comprende le problematiche sociali che la censura ed il bavaglio innescano, non comprendono la realtà della galassia di destra e, secondo me neanche della sinistra e del centro. Poi ci sono gli “scienziati” che si rifanno alla fase post-ideologica: se accadono certe cose, censura incluse, l’attuale fase epocale, tanto “post” non è.