MAGLIE (Lecce) – Insieme al suo pilota ha dominato l’ultima International Rally Cup, trionfando sia nella categoria under 25 che nella classifica assoluta, facendo mangiare la polvere a tanti altri piloti di rally più esperti.

Entrambi all’esordio nella competizione rallistica che si corre su cinque dei più prestigiosi ed impegnativi circuiti d’Italia, non avrebbero dovuto neanche partecipare all’IRC, ma all’ultimo istante sono riusciti a presentarsi al via con la “MS Munaretto” di Schio. E, alla fine, hanno fatto incetta di trofei.

È la “favola” sportiva della 23enne salentina Giorgia Ascalone, di Maglie, figlia dello “storico” pilota di rally Giorgio Ascalone (su pista sin dal lontano 1975) che, a bordo di una Skoda Fabia R5 condotta dal pilota varesino Damiano De Tommaso, ha conquistato il primo posto nell’intrigante competizione rallistica, piazzandosi al primo posto sia nella competizione dedicata ai giovani piloti emergenti che in quella assoluta.

Un en plain, praticamente, al quale si è aggiunto anche il premio speciale dedicato a Loris Roggia, navigatore internazionale scomparso nel 2003 durante il Rally del Salento, che è stato consegnato nelle mani Giorgia al termine del Rally di Bassano, quale migliore giovane navigatrice.

Fino a dieci giorni prima del via della prima gara non sapevamo neppure se avremmo gareggiato – racconta la giovane navigatrice salentina, fresca vincitrice dell’International Rally Cup – e non avendo la possibilità di prepararci adeguatamente siamo entrambi partiti senza pretese, col solo obiettivo di crescere insieme, imparare ed accumulare esperienza. Poi sono arrivate le vittorie nei Rally Appennino-Reggiano, in quelli di Piancavallo e di Bassano, ultima prova della competizione, che ha sancito anche la nostra vittoria nell’IRC”.

“Per il futuro – continua Giorgia Ascalone – vorrei spingermi con Damiano anche in ambito europeo o mondiale, dove lui ha già gareggiato, ma per fare ciò la federazione dovrebbe darci una mano: il mio sogno è che il rally, un giorno, possa diventare il mio lavoro. Ma non nelle vesti di pilota, come mio padre: il mio posto è a destra e non lo scambierei con nulla”.