NARDO’ (Lecce) – 11% in meno di rifiuti, 74% di differenziata, 85% la quota avviata al recupero. Il primo bilancio del nuovo servizio di igiene urbana nel territorio del comune di Nardò è molto soddisfacente e i risultati sono stati illustrati oggi nel corso di una conferenza stampa al castello Acquaviva alla presenza dell’assessore all’Ambiente della Regione Puglia Gianni Stea.

Com’è noto, il 21 gennaio scorso è partito il nuovo servizio nei comuni dell’Aro Lecce 6 (Alezio, Aradeo, Collepasso, Galatone, Nardò, Neviano, Sannicola, Seclì e Tuglie) a cura dell’a.t.i. Bianco Igiene Ambientale Srl – Gial Plast Srl – Armando Muccio S.r.l., finalizzato alla separazione in alta qualità delle diverse tipologie di rifiuti differenziati da avviare a riciclo o recupero, cioè il modo migliore per preservare e mantenere le risorse naturali a vantaggio dell’ambiente.

Positivo, quindi, il riscontro numerico per la città di Nardò. Per quanto riguarda il quantitativo di rifiuti raccolti, si è passati dalle 14 mila 211 tonnellate del periodo febbraio-ottobre 2018 alle 12 mila 660 tonnellate dello stesso periodo nel 2019, con 1551 tonnellate (e quindi l’11%) in meno grazie al nuovo servizio, quindi ampiamente oltre l’obiettivo fissato in partenza, cioè una riduzione superiore al 7%. Anche su base mensile, il dato del 2019 resta costantemente al di sotto del corrispondente dato del 2018, con l’unica eccezione di luglio, in cui nel 2019 c’è stata una raccolta di appena 20 tonnellate superiore al 2018. Particolarmente incoraggianti i numeri della raccolta differenziata: se nel 2018 (sempre tra febbraio e ottobre) la percentuale era stata del 23,92%, nel 2019 si è passati ad un più che confortante 74,08%, di quattro punti superiori all’obiettivo strategico del 70%. Il rifiuto non riciclabile, inoltre, nel 2018 incide mensilmente con valori che oscillano tra il 72 e l’80% della raccolta, mentre nel 2019 non supera mai il 29%.

Interessante anche l’analisi dei quantitativi delle singole tipologie di rifiuti: la quota più importante è quella dei biodegradabili (35,08%), poi dei non differenziati (25,92%), quindi carta (11,13%), plastica/metalli (8,92%) e vetro (8,64%). Una quota ancora più piccola per altre tipologie, come Raee, ingombranti, ecc. La quota di raccolta differenziata recuperata (quindi riciclata) a favore dell’economia circolare è un ottimo 85,56%, molto al di sopra della soglia prefigurata in partenza (50%). Infine, c’è il capitolo delle utenze. Sono in totale 24 mila 354 e la percentuale dei kit consegnati è del 95% (21056 su 22167) per quanto riguarda le utenze domestiche e del 94% per le utenze non domestiche (2056 su 2187). L’obiettivo in partenza era una copertura delle utenze superiore all’80% e anche in questo caso il lavoro svolto e il riscontro degli utenti sono stati ampiamente positivi.

Nel corso della conferenza stampa sono state anche sottolineate quelle che sono le criticità che risultano a nove mesi ormai dalla partenza del nuovo servizio. Intanto la cronica tendenza all’abbandono di rifiuti in aree extraurbane (campagne, margini di strade, aree private, persino scogliere e pinete), i conferimenti non corretti (quindi fondamentalmente una errata differenziazione) e l’utilizzo di sacchetti non compostabili. A fronte di tutto questo, l’amministrazione comunale e l’a.t.i. hanno messo in campo alcune azioni di “correzione”, come l’istituzione degli ispettori ambientali, il monitoraggio costante dei siti preferiti dagli “sporcaccioni”, il ricorso alle fototrappole, la segnalazione costante degli errori di conferimento, infine un’attenta opera di comunicazione e sensibilizzazione. Durante il periodo estivo, peraltro, si è proceduto con la pulizia delle spiagge e di tutti gli accessi al litorale, la rimozione dei rifiuti sui siti turistici più importanti e l’installazione delle isole ecologiche sugli arenili.

“Questi sono dati molto positivi – ha commentato Gianni Stea – e dimostrano il buonissimo lavoro fatto dal Comune e dal gestore, ma anche la disponibilità degli utenti. La criticità relativa agli abbandoni indiscriminati è piuttosto comune, purtroppo, su tutto il territorio pugliese e su questo serve una grande opera collettiva, è indispensabile cioè rimboccarsi le maniche e fare in modo che ognuno di noi possa sorvegliare tutti gli altri su pratiche e comportamenti vietati. Fermo restando che la Regione ha fatto e sta facendo tanto, dalle fototrappole alla pulizia delle coste, dal finanziamento dei centri comunali di raccolta alle politiche sulla plastica. Sugli impianti dobbiamo arrivare a fare in modo che ogni comune possa portare il proprio rifiuto organico non più lontano di una struttura sita nella provincia di appartenenza”.

“Stiamo facendo un gran lavoro – ha detto invece l’assessore all’Ambiente Mino Natalizio – e in maniera anche più rapida di quello che pensavamo, i cittadini, incivili a parte, hanno acquisito la consapevolezza di dover fare la raccolta differenziata e di doverla fare bene. L’auspicio ora è che si possa chiudere finalmente il ciclo dei rifiuti con gli impianti pubblici a servizio dei territori e con la fine di un’era in cui il rifiuto deve viaggiare tantissimo per il conferimento, con costi ambientali ed economici inaccettabili”.

“È un resoconto che ci soddisfa – ha chiuso Antonella Bianco, in rappresentanza dell’a.t.i. che gestisce il servizio – anche perché non era facile fare subito questi numeri in un contesto con 24 mila utenze. Abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi fissati all’avvio, ora serve ridurre drasticamente il fenomeno degli abbandoni e poter contare su impianti decisamente più vicini”.