CASTIGLIONE D’OTRANTO (Lecce) – Non solo la cucina etnobotanica, ma la stessa tutela del territorio passa da una pratica antica messa a rischio da agricoltura industriale e mancanza di conoscenza: il riconoscimento e la raccolta delle erbe eduli spontanee rappresentano un patrimonio da valorizzare.

Andar per erbe”, la giornata laboratorio organizzata a Castiglione d’Otranto (Lecce) per domenica 23 febbraio dalle 8.30 alle 13, sarà un percorso di approfondimento, con approccio diretto e partecipato, con due esperti, Francesco Minonne e Roberto Gennaio, che guideranno i partecipanti a scoprire come identificare, raccogliere e valorizzare la biodiversità vegetale spontanea, per trarne beneficio e contribuire attivamente alla tutela del proprio territorio.

È questo il tema del secondo dei laboratori “Orti, panificazione e cucina etnobotanica” di Scuola delle Agriculture 2020, organizzati da Casa delle Agriculture Tullia e Gino nell’ambito del progetto “Il Vivaio dell’Inclusione”, vincitore del bando Puglia Capitale Sociale 2.0.

Attraverso attività agricole di recupero di cultivar locali e laboratori di panificazione e cucina etnobotanica, si punta al contrasto delle solitudini involontarie, specie nella popolazione anziana; al trasferire alle fasce deboli (in particolare migranti e disabili) competenze spendibili in campo lavorativo; alla promozione della salvaguardia delle aree ambientali e rurali. Con questi obiettivi, il progetto, intitolato al sociologo e giornalista Luigi Russo recentemente scomparso, è risultato vincitore del bando regionale sostenuto con il “Fondo per il finanziamento di progetti e attività di interesse generale nel Terzo Settore (art. 73 D.Lgs n. 117/2017)- Avviso 1-2018 PugliaCapitaleSociale 2.0”.  Casa delle Agriculture è capofila di una rete che vede come partner l’associazione di anziani Auser Ponte Andrano-Castiglione e la collaborazione de L’Adelfia, dei due Sprar “Il Salento accoglie” del Gus ad Andrano, del Parco regionale Otranto-Leuca, del Gal Porta a Levante, dell’Unione dei Comuni Andrano-Diso-Spongano.

Lezione e laboratorio sul campo

Domenica 23 febbraio, si inizia alle 8.30 presso la ex scuola elementare di via Don Sturzo, a Castiglione, con la lezione di Francesco Minonne, responsabile scientifico del Parco Otranto-Leuca, su “etnobotanica salentina” e “metodi di riconoscimento delle piante eduli selvatiche”.

Alle 10.30, ci si sposterà in località “Vigna Latrana”, alla periferia del paese, per il riconoscimento in campo delle erbe spontanee alimurgiche sotto la guida di Roberto Gennaio, tecnico per la tutela del territorio e dell’ambiente. “L’attività – spiega Gennaio – consisterà nel riconoscimento di quelle piante eduli della tradizione popolare contadina, per secoli alimento principale che ha nutrito intere generazioni. Erbe sacre, tenute in grande considerazione raccolte e messe insieme con gran perizia e conoscenza. Dobbiamo riappropriarci di quella conoscenza e capire che la tutela di quelle piante alimurgiche è d’obbligo. Per salvarle, però, dobbiamo salvare l’intera biodiversità di cui fanno parte: in natura non esistono piante buone e piante cattive”.

Lezione e laboratorio sono rivolti innanzitutto a 15 migranti, portatori di altre abilità e anziani ambosessi selezionati per la formazione nell’ambito del progetto “Il vivaio dell’Inclusione”. Sono aperti, però, anche a ulteriori partecipanti, con posti limitati (su prenotazione: 335/6487504).

 

Misticanze, mescolanza di conoscenze e sapori

Ci sono patrimoni di conoscenze – afferma Francesco Minonne – che non possono essere recuperati solo con i libri, i documenti, le riviste; serve, in molti, casi un approccio diretto da persona a persona, mantenendo una tradizione che ha ancora ragione di esistere. È il caso delle erbe spontanee eduli, un vero e proprio giacimento di biodiversità oggi esplorabile con l’aiuto di conoscitori, raccoglitrici ed esperti botanici; anche in questo campo il “fai da te” può riservare brutte sorprese. Alcuni gruppi di erbe ritrovano oggi grande interesse, nella riscoperta di sapori autentici ed anche nella ricerca di luoghi puliti, non contaminati, dove raccogliere  con criterio e conoscenza. Un esempio per tutti: le misticanze. Foje reste a minestra, detta anche “foja ‘misca”, è forse tra le più antiche pietanze popolari. Nella tradizione salentina, più di dieci diverse specie vegetali spontanee trovano un incontro armonioso ed esaltante nella loro mescolanza. Un intreccio di sapori che non ha paragoni nelle comuni ricette di verdure, perché costruito sull’equilibrio delle componenti, tutte selvatiche e, spesso, progenitrici di alcune importanti specie coltivate. Ogni territorio ha la sua misticanza; il territorio dei comuni del Parco regionale Otranto-S.M.di Leuca, in particolare, offre habitat ideali per la raccolta, coltivi in rotazione ed incolti per stare lontani dalle strade di percorrenza e da fonti di degrado”.

 

Minonne e Gennaio, due esperti di elevato spessore

Francesco Minonne è biologo, dottore di ricerca in Ecologia Fondamentale e ha collaborato per oltre dieci anni con l’Orto Botanico e Laboratorio di Botanica dell’Università del Salento, occupandosi di biodiversità vegetale con particolare riferimento alle specie spontanee e coltivate della Puglia. Ha condotto lavori di recupero e caratterizzazione della biodiversità vegetale in Puglia ed in altri Paesi del  Mediterraneo come Francia, Albania ed Isole maltesi. Ha pubblicato articoli e volumi di ricerca e divulgazione scientifica nei campi della floristica, ecologia vegetale ed etnobotanica. Da circa dieci anni è  componente esperto del Comitato Esecutivo del Parco “Costa Otranto S.M. di Leuca e Bosco di Tricase”, nell’ambito del quale si occupa di conservazione della natura e valorizzazione sostenibile delle risorse del territorio

Roberto Gennaio è tecnico della prevenzione ambiente e nei luoghi di lavoro del Dipartimento Provinciale di Lecce ARPA Puglia e tecnico per la tutela del territorio e dell’ambiente. Dal 2008, fa parte del gruppo di lavoro “Ambienti Naturali” della Direzione Scientifica di ARPA Puglia. È socio della Società Botanica Italiana, associazione scientifica fondata nel 1888 a Firenze, e del GIROS – Gruppo Italiano per la  Ricerca sulle Orchidee  Selvatiche. Compie studi floristici, faunistici e paesaggistici su vari biotopi salentini, acquisendo nuovi dati sulla fauna e sulla flora spontanea del Salento, segnalando nuove stazioni di specie botaniche in via di estinzione. Ha partecipato alla stesura di diversi progetti, sia di caratterizzazione ambientale che nel campo del risanamento e del restauro ambientale e della fitodepurazione dei reflui, e ha svolto in varie scuole progetti integrati di educazione ambientale.