“Non c’è due senza senza tre” recita un modo di dire caro in questa settimana al popolo giallorosso. Il tre, in questo caso, sarebbe la terza vittoria consecutiva del Lecce in campionato dopo quelle con il Torino al Via del Mare e con il Napoli al San Paolo. Tra i giallorossi e il filotto di vittorie c’è la Spal del neo tecnico Gigi Di Biagio. L’ex tecnico dell’Under 21 debutta su una panchina di Serie A subentrando all’esonerato Semplici. Il compito di Di Biagio non sarà di quelli semplici ereditando una squadra ultima in classifica con soli 15 punti. La gara di Lecce rappresenta forse l’ultima speranza per i ferraresi per cercare di rimanere aggrappati al quart’ultimo posto, occupato proprio dai giallorossi di mister Liverani.

Il “Di Biagio pensiero-tattico” ha visto impiegare le sue squadre principalmente con il 4-4-2 o il 4-3-3. Proprio il secondo modulo sembra essere il prescelto per provare a compiere l’impresa. Rivolzione quindi in casa Spal che, con Semplici, è quasi sempre scesa in campo con la difesa a tre. I quattro difensori sono il punto di partenza del nuovo allenatore che, per la partita di sabato pomeriggio, sembra voler puntare su Cionek, Bonifazi, Vicari e Reca davanti al portiere Berisha. Nel centrocampo a tre sicuri del posto dovrebbero essere Castro e Missiroli, con Valoti e Murgia a contendersi l’ultima maglia da titolare. Risulta evidente come manchi un regista vero e proprio in quanto Missiroli nasce come cursore di centrocampo. Una mancanza che può portare a pensare ad un gioco con palloni a scavalcare il centrocampo per cercare la seconda palla sulla sponda del centravanti Petagna.

Ai lati del neo acquisto del Napoli agiranno Strafezza e Di Francesco con compiti da quinti di centrocampo in fase di non possesso. La Spal sa benissimo quanto possa essere importante vincere al Via del Mare ma, ancora di più, è consapevole di quanto risulti fondamentale non perdere. Sicuramente l’atteggiamento degli Emiliani sarà di attesa cercando di mantenere la gara aperta sino all’ultimo. Sarà compito dei palleggiatori del Lecce riuscire a muovere velocemente la sfera riuscendo a trovare l’imbucata giusta per fare male alla retroguardia avversaria, come in occasione del secondo gol di Lapadula a Napoli.